Studenti in piazza a Latina contro lo sfruttamento e il caporalato, per chiedere un nuovo modello di lavoro fondato sulla dignità e sulla tutela delle persone. In occasione dell’udienza del processo per la morte di Satnam Singh, la CGIL e la FLAI-CGIL di Frosinone e Latina hanno organizzato un presidio davanti al Tribunale di Latina.
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L’iniziativa nasce con l’obiettivo di chiedere giustizia per il bracciante e di riportare l’attenzione sulle condizioni di sfruttamento che continuano a interessare il settore agricolo e il territorio pontino.
Al fianco delle organizzazioni sindacali parteciperà al presidio anche la Rete degli Studenti Medi. Il sindacato studentesco ha scelto di mobilitarsi contro il caporalato e per rivendicare un sistema del lavoro capace di mettere al centro la sicurezza e la dignità della persona.
«La comunità studentesca vuole e deve occuparsi dei temi del lavoro», spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. «Non siamo disposti a vivere in un Paese dove il profitto venga messo prima della sicurezza e della vita delle persone».
La mobilitazione vuole inoltre richiamare le istituzioni alla necessità di rafforzare la tutela di chi lavora e di costruire condizioni occupazionali più sicure e rispettose dei diritti.
«Chiediamo che in futuro ogni persona possa trovare dignità nel lavoro», afferma Alessandro Quadrini, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Latina. «Per fare ciò chiediamo che le istituzioni si impegnino più da vicino per migliorare e tutelare le condizioni di chi studia e lavora».


