Polemiche a Latina sul bando per l’assegnazione dei chioschi all’interno del Parco Falcone e Borsellino, in vista della riapertura dell’area verde prevista per il prossimo 25 luglio. A sollevare dubbi è il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi di Latina Duemilatrentadue, che contesta tempi, criteri e durata delle concessioni. Secondo Ranaldi, il procedimento sarebbe stato avviato «al fotofinish», con appena cinque giorni a disposizione degli operatori per presentare le domande. L’avviso pubblico riguarda l’assegnazione temporanea di tre posteggi destinati alla somministrazione di alimenti, in attesa della realizzazione dei cinque punti ristoro permanenti previsti dal progetto di riqualificazione del parco.
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«Dopo un ritardo di oltre un anno e cinque mesi rispetto al cronoprogramma originario – afferma Ranaldi – arrivare anche in affanno sui tempi dell’avviso pubblico è un fatto grave. Serviva maggiore attenzione per garantire una procedura trasparente e una partecipazione ampia». Il consigliere evidenzia il rischio che un termine così ristretto possa limitare la platea dei partecipanti, rendendo più difficile per gli operatori reperire mezzi conformi, documentazione e certificazioni necessarie. Da qui la richiesta di una proroga della scadenza per consentire una maggiore partecipazione.
Al centro delle critiche anche i criteri di valutazione delle domande. Secondo Ranaldi, l’attribuzione di fino a 30 punti all’anzianità dell’attività, a fronte dei 10 punti previsti per altri parametri, compresa la conduzione giovanile o femminile dell’impresa, rischierebbe di penalizzare nuove realtà imprenditoriali. Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la durata della concessione, fissata in 120 giorni. «Gli operatori devono sostenere investimenti per acquistare o adeguare strutture mobili – sottolinea il consigliere – senza però avere garanzie sulla possibilità di recuperare tali costi o di partecipare con priorità alla futura assegnazione dei chioschi permanenti».
Ranaldi richiama infine l’Amministrazione comunale alla necessità di garantire qualità e trasparenza: «Dopo una lunga attesa, i cittadini meritano un parco restituito con cura e servizi assegnati attraverso una procedura solida, capace di evitare contenziosi e di favorire progetti realmente qualificati».


