Una revisione urgente dei contratti di locazione passiva del Comune e una nuova strategia per la gestione del patrimonio pubblico. È quanto chiede Andrea Ragusa, intervenendo sulla spesa sostenuta dall’Ente per gli immobili presi in affitto da privati, con particolare riferimento ai locali comunali di Piazza dei Bersaglieri, sede di alcuni uffici tra cui Anagrafe e Tributi. Secondo Ragusa, la vicenda rappresenterebbe «un caso emblematico di gestione inefficiente» e richiederebbe un approfondimento da parte degli organi competenti, anche alla luce della situazione finanziaria dell’Ente.
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Nel mirino c’è la rinegoziazione del contratto avvenuta nel 2019. Fino al 2018, sostiene Ragusa, il Comune avrebbe corrisposto un canone annuo di circa 170mila euro. Con la successiva modifica contrattuale, che prevedeva la rinuncia al primo piano dell’immobile in cambio dell’ampliamento degli spazi al piano terra e dell’utilizzo del piano interrato, il canone sarebbe salito a circa 350mila euro annui. Ragusa evidenzia inoltre una presunta sproporzione rispetto ai valori dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), sostenendo che il costo attuale non rispecchierebbe la differenza tra superfici destinate a ufficio e quelle utilizzate come archivio o deposito.
«Pagarne 350mila significa aver riconosciuto una media di circa 6,50 euro al metro quadro applicata indistintamente anche agli spazi sotterranei – afferma Ragusa –. Serve una verifica puntuale delle condizioni economiche del contratto». L’esponente politico richiama anche la clausola prevista dal contratto del 2019 relativa al possibile acquisto dell’immobile. Secondo quanto riportato, il Comune avrebbe avuto la possibilità di esercitare un’opzione di riscatto con uno scomputo del 30% dei canoni già versati nel primo triennio, opportunità che sarebbe però scaduta senza essere utilizzata.
Ragusa interviene anche sul complesso Il Tulipano, acquisito attraverso fondi PNRR, sottolineando come la struttura debba mantenere la destinazione sociale e culturale prevista, a servizio delle associazioni, del Terzo Settore e del volontariato. La proposta avanzata alla Commissione straordinaria si articola in quattro punti: inserire la revisione del contratto tra le priorità di razionalizzazione della spesa, rinegoziare il canone di Piazza dei Bersaglieri, valutare un eventuale acquisto dell’immobile e valorizzare sedi comunali alternative già disponibili. «Continuare a versare un canone elevato per spazi inutilizzati o sproporzionati non è più tollerabile – conclude Ragusa –. Servono trasparenza, buon senso e una gestione delle risorse pubbliche rispettosa dei cittadini».


