Una giornata dedicata allo sport, all’inclusione e alla memoria di Alvin Jalloh, il giovane originario della Sierra Leone arrivato in Italia nel 2017 e scomparso nel 2024 a soli 24 anni. È questo lo spirito di “Oltre il Gioco”, l’iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale Diaconia con il patrocinio dei Comuni di Alatri e Frosinone, che si è svolta nei giorni scorsi al Centro Sportivo Il Decimo di Alatri.
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L’evento ha visto scendere in campo i beneficiari del progetto SAI Frosinone, gli operatori dell’accoglienza Diaconia, i volontari dell’Associazione L’Albero di Thomas e gli operatori sanitari dell’Ospedale San Benedetto di Alatri, struttura nella quale Alvin era seguito durante il suo percorso di cura.
Calcio a 5, padel, beach volley e momenti di convivialità hanno scandito una giornata pensata per favorire l’incontro tra persone, rafforzare il senso di comunità e promuovere i valori dell’accoglienza attraverso il linguaggio universale dello sport.
Nonostante la malattia con cui ha convissuto per anni, Alvin ha lasciato un ricordo profondo in quanti lo hanno conosciuto, distinguendosi per il coraggio, la gentilezza e la capacità di costruire relazioni autentiche con le persone incontrate lungo il suo cammino.
Alla manifestazione hanno partecipato anche la famiglia di Alatri che lo ha accolto durante il suo percorso di vita, la moglie Esther e numerosi amici. Presente inoltre l’assessore allo Sport del Comune di Alatri, Sandro Titoni, che ha ribadito la vicinanza dell’amministrazione comunale a un’iniziativa capace di coniugare sport, solidarietà e integrazione.
Tra i momenti più significativi della giornata, la lettura di una lettera dedicata ad Alvin da parte delle operatrici e degli operatori della Cooperativa Diaconia. «Ogni gesto di fair play e ogni sorriso condiviso sono un modo per far vivere i valori che Alvin incarnava: sensibilità, gentilezza, altruismo e generosità», hanno ricordato.
Particolarmente emozionante anche la testimonianza di Maria Rosaria, la sua mamma affettiva, che ha raccontato come l’accoglienza possa trasformarsi in un legame profondo e reciproco, invitando a condividere sempre più esperienze di vita con le persone accolte, superando ogni barriera e ogni pregiudizio.



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