Il Circolo Legambiente Terracina rilancia il tema della tutela ambientale partecipando alla consultazione nazionale sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PRN) e, allo stesso tempo, critica il disegno di legge sulla caccia approvato in prima lettura dal Senato, chiedendo al Comune di adeguarsi agli obblighi previsti dalla normativa europea.
Leggi sullo stesso argomento
TERRACINA | Dalla Regione 75mila euro per il turismo digitale: nasce il progetto Digital Twin & Totem
SAN FELICE CIRCEO | Definizione agevolata e rottamazione quinquies, via libera dal consiglio comunale
GAETA | Decima Spiga Verde consecutiva: confermato il riconoscimento per la sostenibilità
L’associazione rende noto di aver preso parte alla consultazione pubblica promossa dal Ministero dell’Ambiente per la definizione del PRN, il piano che dovrà recepire il Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura. Secondo Legambiente, pur riscontrando alcune criticità nella documentazione messa a disposizione sulla piattaforma dedicata, il confronto rappresenta un passaggio fondamentale per definire le strategie di recupero degli ecosistemi degradati.
Tra gli obiettivi fissati dall’Unione Europea figurano il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e il recupero progressivo degli ecosistemi entro il 2050, con particolare attenzione agli spazi verdi urbani, alla copertura arborea, ai corsi d’acqua, agli impollinatori e alle aree agricole e forestali.
Per il circolo di Terracina anche i Comuni saranno chiamati a svolgere un ruolo centrale nell’attuazione del piano, attraverso strumenti urbanistici, regolamenti edilizi e del verde, strategie di rigenerazione urbana e interventi ispirati alle cosiddette Nature Based Solutions, come depavimentazione, tetti verdi, pareti vegetali, incremento delle alberature e rinaturalizzazione degli spazi pubblici.
Legambiente sottolinea di aver già presentato al Comune osservazioni sul nuovo Regolamento edilizio e sul Piano del Verde, ispirate proprio ai principi contenuti nel regolamento europeo.
Nel comunicato, l’associazione punta poi il dito contro il disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato, definendolo una norma che, a suo giudizio, indebolisce la tutela della biodiversità. Tra le criticità evidenziate vengono citati l’ampliamento delle specie cacciabili, l’estensione dei calendari venatori, la riduzione del ruolo tecnico-scientifico dell’Ispra e una maggiore apertura ai cacciatori stranieri.
«Al Comune di Terracina – dichiara la presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione, Anna Giannetti – vogliamo ricordare che gli strumenti urbanistici dovranno essere coerenti con il Regolamento europeo sul ripristino della natura, già direttamente applicabile. Chiediamo inoltre all’amministrazione di impegnarsi contro il Ddl Caccia, che rischia di compromettere la tutela della biodiversità, la sicurezza pubblica e la fruizione turistica e agricola del territorio».
Il circolo conclude ribadendo la propria disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale per la definizione di un piano locale di ripristino della natura, ritenuto essenziale per la tutela del patrimonio ambientale di Terracina e del territorio pontino.


