La Regione Lazio introduce una novità per il mondo venatorio. Con l’approvazione del Collegato al Bilancio è stata infatti modificata la normativa che disciplina la gestione della specie cinghiale, prevedendo la possibilità di estendere fino a tre stagioni venatorie la validità del disciplinare regionale.
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Fino ad oggi il documento doveva essere rinnovato annualmente. La nuova disposizione punta invece a garantire maggiore continuità nella programmazione delle attività e una riduzione degli adempimenti burocratici per gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e per le squadre impegnate nella gestione della specie. A darne notizia è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Bilancio, Giancarlo Righini, che ha definito il provvedimento una risposta alle richieste avanzate dal comparto venatorio.
La norma stabilisce che il presidente della Regione Lazio, sentiti gli ATC, adotti entro la terza domenica di agosto il disciplinare per la gestione del cinghiale, documento che definirà modalità di esercizio della caccia, criteri di assegnazione e gestione delle aree vocate. La validità potrà essere estesa fino a un massimo di tre stagioni venatorie.
Secondo Righini, la modifica consentirà una pianificazione più efficace delle attività di controllo della specie, con ricadute positive anche sulla tutela delle produzioni agricole e sulla sicurezza del territorio. «Abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste provenienti dagli Ambiti Territoriali di Caccia, dalle squadre e da tutto il comparto venatorio – ha dichiarato l’assessore –. Regole più stabili e meno burocrazia permetteranno una migliore programmazione e una gestione più efficace della specie».
La Regione sottolinea come il provvedimento si inserisca nel percorso di confronto con il mondo agricolo e venatorio, con l’obiettivo di coniugare semplificazione amministrativa, conservazione del territorio e gestione delle problematiche legate alla presenza dei cinghiali.


