C’è un momento, in ogni sport, in cui il tifo diventa poesia, il sudore si trasforma in leggenda e la piazza diventa tempio. Ieri sera, piazza Garibaldi ad Anzio ha vissuto una di quelle notti che restano impresse nella memoria collettiva, quando circa duemila spettatori hanno stretto il fiato e applaudito fino a farsi venire male alle mani, per la “International Boxing Night” che ha visto trionfare l’Italia sulla Polonia con un secco e inequivocabile 3 a 0.
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Ma il vero pugno allo stomaco, quello emotivo, lo ha sferrato un ragazzo di casa. Raul Barone, fresco di titolo italiano Under 17 nella categoria 66 kg, ha fatto letteralmente a pezzi il polacco Gruszka, un avversario che sulla carta avrebbe dovuto insegnare al giovane anziate il mestiere dei grandi. Invece, il ring ha raccontato un’altra storia.
Ottavio Barone, padre e allenatore di Raul, con la voce ancora roca per l’emozione, ci racconta i retroscena di un match che sembrava scritto per essere una condanna e si è trasformato in un capolavoro: “Raul aveva davanti un pugile tre volte campione nazionale, un atleta che si è classificato terzo e poi secondo agli Europei. Un vicecampione d’Europa, con una medaglia di bronzo nei 66 kg da far valere. Eppure, Raul ha dominato tutti e tre i round. Quando è stato colpito duramente, non ha indietreggiato: ha risposto e lo ha costretto sulla difensiva”.
L’apoteosi arriva al secondo round, quando Raul ha piazzato una sequenza di colpi talmente precisa da costringere l’arbitro al fatidico conteggio. Gruszka è sopravvissuto solo chiudendosi a riccio, alzando le braccia a protezione del volto, ostacolando il match ma non la volontà di un ragazzo che sembrava volare sul quadrato. Una prestazione da incorniciare, che fa presagire un futuro da protagonista.
E il futuro, per Raul, è già scritto nell’agenda. Ad agosto, il giovane pugile sarà ad Almaty, in Kazakistan, per un training camp con la nazionale locale. Un’opportunità d’oro: il Kazakistan è infatti la nazione più medagliata al mondo nel pugilato dilettantistico. Lì, Raul si misurerà con il top del top, affinando tecnica e potenza in uno dei contesti più prestigiosi del globo. Dal ring, con il sudore ancora sulla fronte, il giovane campione ha voluto mandare un saluto alla sua Anzio, alla città che lo ha visto crescere e che ieri sera lo ha incoronato.
Ma la serata non è stata solo il monologo di un fuoriclasse. I riflettori si sono accesi anche sui più piccoli, i primi a salire sul ring, che hanno scaldato il cuore del pubblico con la loro passione travolgente. Poi, è stato il turno di Fiasco, che ha messo a segno la sua quarta vittoria, e di Pennisi, protagonista di una prestazione maiuscola che lo ha portato al successo prima del limite per sospensione cautelare. Tre match, tre vittorie per l’Italia. Un poker di emozioni.
“Vedere così tanti tifosi della Pugilistica Leone al nostro fianco – ha commentato a caldo Ottavio Barone – ci rende orgogliosi del percorso che stiamo costruendo insieme. Serate come queste ci ricordano perché amiamo così tanto questo sport.”
A immortalare ogni istante di questa notte magica ci ha pensato il fotografo Francesco Di Ruocco, che con il suo obiettivo ha catturato non solo i pugni, ma gli sguardi, le tensioni, gli abbracci e la gioia di una comunità che si riconosce nei suoi campioni. Il lavoro continua, ma la “International Boxing Night” di Anzio resterà a lungo nel cuore di chi c’era. Perché il pugilato, quando è autentico, non è solo uno sport: è un abbraccio collettivo. E ieri sera, piazza Garibaldi ha stretto forte i suoi ragazzi.





