Giornata decisiva per l’inchiesta sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto. Questa mattina, alle ore 9.30, presso il Tribunale di Sulmona, sono previsti gli interrogatori di garanzia di Valentina D’Acunto, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto, arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Davanti ai magistrati compariranno i tre indagati assistiti dagli avvocati Luca Cupolino ed Enrico Mastantuono, quest’ultimo difensore anche degli altri due arrestati. Gli inquirenti puntano a chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e non si esclude il possibile coinvolgimento di altre persone che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda.
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Nel frattempo, Alisya e Sarah hanno incontrato psicologi e assistenti sociali nella struttura protetta in cui si trovano attualmente, mentre Valentina D’Acunto, detenuta nel carcere di Teramo, ha ricevuto la visita della garante regionale dei detenuti. Secondo quanto emerso, la donna alternerebbe momenti di serenità ad altri di forte sofferenza, manifestando il desiderio di poter rivedere le figlie. Nelle ultime ore sono emersi nuovi elementi anche attraverso le trasmissioni televisive che stanno seguendo il caso. Tra questi, una presunta intercettazione di una videochiamata avvenuta tra l’1 e il 3 giugno, durante la quale sarebbe stata comunicata alle ragazze la perdita della responsabilità genitoriale della madre, alla presenza di una persona estranea al nucleo familiare. Circostanza che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe dovuto essere gestita direttamente dai servizi sociali.
Particolarmente duro l’intervento della nonna materna, Maria Mastroianni, che ha difeso l’operato della figlia Valentina, sostenendo che le nipoti non volessero incontrare il padre, Stefano Di Giacinto. Una versione smentita dallo stesso padre, che per la prima volta ha rivelato di aver avuto un incontro protetto con la figlia Alisya il 22 maggio scorso, autorizzato dalle autorità competenti e richiesto proprio dalla ragazza. «Qui non si sta pensando alle ragazze, ma si continua soltanto ad attaccare il sottoscritto», ha dichiarato Di Giacinto, spiegando che la figlia avrebbe chiesto di mantenere riservato quell’incontro sia alla madre sia alla sorella minore.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, che ha rivolto un appello alla stampa e all’opinione pubblica: «Ora è il momento della serenità e del rispetto per Sarah e Alisya. Da oggi non rilasceremo ulteriori dichiarazioni e chiediamo formalmente al sistema mediatico di rispettare il silenzio sulle ragazze. I nostri operatori sono impegnati a garantire loro il benessere e il futuro, in linea con le indicazioni del Tribunale di Cassino». L’esito degli interrogatori odierni potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per gli sviluppi dell’inchiesta, che resta ancora nella fase preliminare e nella quale ogni responsabilità dovrà essere accertata nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza.


