Il dibattito sul futuro di Palazzo M continua ad animare la scena politica cittadina. A intervenire è stato l’ex sindaco e presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, che ha espresso apprezzamento per il progetto di recupero e riqualificazione dell’edificio simbolo del nucleo di fondazione, ma ha sollevato dubbi sull’ipotesi di installare cancellate permanenti attorno al piazzale. Secondo Zaccheo, la messa in sicurezza e il recupero strutturale dell’immobile rappresentano un passaggio necessario, ma non possono essere disgiunti da una riflessione più ampia sul ruolo che Palazzo M dovrà svolgere nel futuro della città.
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L’ex sindaco ritiene che la realizzazione di recinzioni permanenti rischierebbe di alterare il rapporto storico e urbanistico tra l’edificio e la città, trasformando uno spazio concepito come aperto in un luogo percepito come separato dalla comunità. Per questo invita a individuare soluzioni capaci di coniugare tutela, sicurezza e accessibilità, evitando che uno dei simboli identitari di Latina venga progressivamente sottratto alla fruizione pubblica.
Zaccheo ha inoltre richiamato l’Accordo di Programma sottoscritto negli anni passati tra Comune, Provincia, Agenzia del Demanio, Ministero dell’Interno, Guardia di Finanza e Università degli Studi di Roma La Sapienza, che prevedeva la trasformazione di Palazzo M in sede universitaria e il trasferimento delle funzioni della Guardia di Finanza in una struttura più moderna. Secondo il presidente della Fondazione Latina 2032, quell’intesa rappresentava una vera e propria visione strategica per il futuro del centro cittadino, con la creazione di un polo universitario e culturale capace di attrarre studenti, docenti, ricercatori e nuove attività economiche.
Nel suo intervento Zaccheo propone di immaginare Palazzo M come un grande incubatore culturale e universitario, aperto alla città e in grado di ospitare attività formative, mostre, convegni, iniziative pubbliche e spazi di ricerca. A suo giudizio, il rilancio del centro storico passa anche attraverso il ritorno di funzioni attrattive che possano riportare vitalità economica e sociale in una zona che oggi registra una popolazione inferiore rispetto alle previsioni urbanistiche originarie.
Per affrontare il tema in modo condiviso, Zaccheo chiede la convocazione di un Consiglio comunale straordinario e monotematico dedicato al futuro di Palazzo M e del nucleo di fondazione, coinvolgendo tutte le istituzioni interessate: Comune, Provincia, Governo, Agenzia del Demanio, Guardia di Finanza, Sapienza, Soprintendenza e Fondazione Latina 2032. “Il Centenario di Latina – sostiene Zaccheo – deve essere l’occasione per decidere quale città consegnare alle future generazioni: non soltanto edifici restaurati e cancelli chiusi, ma luoghi vivi, aperti, capaci di produrre cultura, formazione e identità”.


