Il primo chiosco del tratto di lungomare compreso tra Capoportiere e Rio Martino non aprirà per la stagione balneare 2026. I gestori hanno infatti deciso di rinunciare all’affidamento della concessione demaniale ottenuta attraverso il bando pubblicato dal Comune di Latina nel 2021, determinando la risoluzione anticipata del contratto. Alla base della decisione vi sarebbero questioni legate agli assetti della compagine societaria, che hanno portato i titolari a fare un passo indietro nonostante la concessione fosse ancora valida per altri due anni, oltre a un’eventuale proroga prevista dal bando.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Festa della Repubblica: ordinanza sulla viabilità in Piazza Della Libertà e strade limitrofe
LATINA | Sei denunce per odio antisemita sui social, il ringraziamento delle associazioni Italia-Israele alla Digos
LATINA | Grande partecipazione all’evento del PD, Campagna e Majocchi: “Ancora più impegno nei quartieri, nei borghi e in Consiglio comunale'”
Si chiude così una vicenda complessa, caratterizzata negli anni da numerose difficoltà. Tra gli episodi più gravi figura l’incendio che distrusse la struttura in legno mentre era in fase di montaggio, rallentando ulteriormente l’avvio delle attività. La storia del primo chiosco è da sempre diversa rispetto a quella delle altre piazzole del lungomare. Dieci anni fa, infatti, l’originario aggiudicatario rinunciò alla concessione in un contesto segnato da vicende giudiziarie e intimidazioni che hanno successivamente portato a un’inchiesta e a un processo nei confronti di alcuni ex gestori.
Nel 2021 il Comune decise di avviare una nuova procedura pubblica, inserendo il chiosco in un progetto destinato ai giovani under 35 che comprendeva anche la gestione di una sala prove a Borgo Sabotino e del centro polivalente dell’ex tipografia Il Gabbiano. Un’iniziativa sostenuta da finanziamenti regionali e comunali per circa 320 mila euro, ma che si rivelò particolarmente impegnativa dal punto di vista organizzativo ed economico.
L’assegnazione non fu semplice: i primi tre gruppi classificati rinunciarono prima della firma, mentre il quarto accettò l’incarico e ha gestito la struttura fino a oggi. Anche l’avvio dell’attività fu complicato dai ritardi autorizzativi, tanto che il chiosco riuscì ad aprire soltanto alla fine dell’estate del primo anno.
Ora l’amministrazione comunale dovrà predisporre un nuovo bando per individuare un nuovo concessionario. Tuttavia, con la stagione balneare già iniziata, appare difficile immaginare una riapertura nel corso dell’estate 2026. Nella migliore delle ipotesi, il primo chiosco potrebbe tornare operativo soltanto dalla prossima stagione.


