Un appello forte contro ogni forma di violenza nei confronti degli operatori sanitari e un richiamo alla tutela della dignità del lavoro di cura. È il messaggio lanciato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Latina nel corso dell’iniziativa promossa dal Comitato provinciale per la Parità di Genere e il Contrasto alle Violenze.
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A intervenire è stata la rappresentante dell’Ordine al Tavolo permanente provinciale per la parità di genere, che ha ringraziato gli organizzatori per aver promosso un momento di riflessione su un fenomeno che continua a destare preoccupazione nel mondo della sanità. Il riferimento simbolico è stato rivolto all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, ma il messaggio è stato esteso a tutte le strutture sanitarie della provincia, dagli ospedali ai servizi territoriali, luoghi in cui infermiere e infermieri operano quotidianamente accanto ai cittadini nei momenti più delicati della vita.
Nel corso dell’intervento è stato sottolineato come la professione infermieristica sia composta in larga maggioranza da donne e come molte delle aggressioni che si verificano nei luoghi di cura siano accompagnate da comportamenti offensivi, intimidazioni e violenze che spesso assumono anche una connotazione legata al genere. Per questo motivo il tema della sicurezza degli operatori sanitari è stato inserito all’interno di una più ampia riflessione sulla parità di genere e sul contrasto a ogni forma di violenza.
«La violenza contro gli operatori sanitari non è un problema che riguarda soltanto la sanità. È una questione sociale, culturale e civile che coinvolge istituzioni, professionisti e cittadini», è stato evidenziato durante l’incontro. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e di rafforzare le azioni di prevenzione, affinché la tutela di chi opera nei luoghi di cura diventi una priorità condivisa. Particolarmente significativo il richiamo al valore della dignità della persona e del rispetto reciproco. Difendere infermiere e infermieri, è stato sottolineato, significa difendere il valore del lavoro di cura e delle relazioni umane che ogni giorno si costruiscono tra operatori e pazienti.
Nel corso della manifestazione è stato osservato anche un simbolico “minuto di rumore”, pensato per rompere il silenzio che spesso accompagna gli episodi di aggressione e per esprimere vicinanza ai professionisti che ne sono stati vittime. «Quando viene aggredito un infermiere non viene colpita soltanto una persona. Viene colpito un professionista che si prende cura degli altri, un servizio essenziale per la comunità e il valore stesso della cura», è stato ricordato. Il messaggio conclusivo è stato rivolto alle istituzioni e alla società civile: costruire luoghi di cura più sicuri, relazioni più rispettose e comunità più consapevoli, affinché nessun professionista sanitario debba più scegliere tra il proprio dovere e la propria sicurezza.


