Prosegue alla Casa Circondariale “G. Pagliei” di Frosinone il progetto che utilizza lo sport come strumento di inclusione, socializzazione e reinserimento delle persone detenute. Nella mattinata di sabato si è disputata la terza delle sei partite di calcio previste per il 2026, un appuntamento che ha visto ancora una volta la partecipazione della comunità esterna accanto alla popolazione detenuta.
Leggi sullo stesso argomento
ANZIO | Vandali in azione a piazzale Nassiriya, Lo Fazio: “Pronto a chiudere la spiaggia libera”
SAN FELICE CIRCEO | Proseguono i lavori sulle strade: cantieri aperti in diverse vie del territorio
ANZIO | Raccolta del verde porta a porta, approvato il piano per estendere il servizio a tutta la città
Sul campo sportivo dell’istituto si sono affrontati una squadra composta da detenuti e una formazione amatoriale formata da giovani cittadini del territorio di Frosinone, accomunati dalla passione per il calcio e dai valori sociali che lo sport è in grado di trasmettere.
L’incontro è stato arbitrato da Antonio Colasanti, da anni impegnato nelle attività di volontariato all’interno della struttura penitenziaria e figura di riferimento per il progetto sportivo dedicato alla popolazione detenuta.
Alla manifestazione hanno preso parte anche la vicedirettrice della Casa Circondariale, Laura Notaro, il vicepresidente di OPES APS Luigi Romani, una rappresentanza dei funzionari dell’Ufficio di Sorveglianza di Frosinone e i volontari della Caritas Diocesana, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso iniziative che favoriscono percorsi di responsabilizzazione e reinserimento sociale.
La partita si è conclusa con un combattuto pareggio per 3-3, al termine di due tempi ricchi di occasioni e capovolgimenti di fronte. Un gesto particolarmente significativo è arrivato dalla squadra dei giovani partecipanti, che nonostante il risultato di parità ha scelto di consegnare il trofeo del primo classificato alla formazione ospitante.
Nel corso della giornata è stato inoltre assegnato il tradizionale Premio Fair Play, andato a un giovane cittadino albanese distintosi per spirito di solidarietà e correttezza nei confronti dei compagni di squadra. Dopo la premiazione si è svolto anche il consueto “Terzo Tempo”, momento di condivisione tra i partecipanti accompagnato da un piccolo buffet.
Il prossimo appuntamento del progetto calcistico è già fissato per il 18 luglio, quando il campo sportivo della Casa Circondariale di Frosinone tornerà ad ospitare una nuova giornata dedicata allo sport, all’incontro e al dialogo tra carcere e società civile.


