I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone hanno sottoposto a sequestro circa 1.200 capi di abbigliamento contraffatti, in un’abitazione sita in Cassino, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Cassino, diretta dal Procuratore Carlo Fucci. Il provvedimento è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria della città martire sulla base di elementi acquisiti nel corso di specifica attività investigativa eseguita dai militari del Corpo, orientata al contrasto della commercializzazione di prodotti recanti marchi contraffatti e a tutela del Made in Italy, attraverso la ricostruzione della filiera del falso.
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In particolare, la merce rinvenuta dai militari del Gruppo di Cassino è costituita da scarpe recanti marchi di note “griffe” internazionali, tra cui Balenciaga, Adidas e Rick Owens, ed è corredata di materiale di confezionamento, del tipo sacchetti in stoffa, scatole di cartone ed etichette riportanti i medesimi contrassegni, al fine indurre l’acquirente in errore sull’autenticità del prodotto acquistato. Al termine delle operazioni, i finanzieri del Gruppo di Cassino hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica due coniugi per l’ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’operazione testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza per la tutela dei consumatori e nel contrasto alla contraffazione, fenomeno che arreca gravi danni all’economia sana e alimenta circuiti economici illeciti, spesso gestiti dalla criminalità organizzata.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante le quali, come anche nelle successive fasi procedimentali/processuali, l’indagato potrà far valere le proprie difese ai sensi del c.p.p.. Il presente comunicato viene effettuato in ossequio al d.lgs. 106/2006, come modificato dal d.lgs. 188/2021 – nel rispetto del diritto della persona sottoposta a indagini/imputato, da ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva -, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” per la particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto degli accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati.




