Ci sono spettacoli che si guardano da lontano. E ce ne sono altri in cui la distanza tra palco e platea si assottiglia fino quasi a scomparire. È quello che è accaduto con “Equilibrio precario – Fragilità e resilienza”, il gran finale della rassegna WOMEN andato in scena l’8, 9 e 10 maggio al Teatrocittà di Roma.
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Tre serate, tutte sold out, in cui il pubblico non è rimasto semplice spettatore, ma ha condiviso un’esperienza fatta di storie, emozioni, riflessioni e momenti di leggerezza. Un’atmosfera intima e familiare, in cui attori e spettatori si sono trovati a pochi passi gli uni dagli altri, creando una vicinanza capace di toccare corde profonde.
Il tema affrontato era delicato e attuale: il lavoro, la precarietà, le discriminazioni di genere. Ma il racconto non si è mai limitato alla denuncia. Attraverso frammenti di vita, situazioni riconoscibili e personaggi nei quali molti hanno potuto rivedersi, lo spettacolo ha alternato intensità e ironia, commozione e risate, restituendo la complessità dell’esperienza umana senza appesantirla.
Diretto da Daniela Aversa, “Equilibrio precario” ha portato in scena, insieme alla regista, Claudia Cervelli, Carla Degli Esposti, Silvia Di Girolamo, Silvia Morganti e Maurizio Sparano. Le interpretazioni, intense e autentiche, hanno dato vita a un racconto corale che ha saputo coinvolgere il pubblico, dal primo minuto all’ultimo.
La serata si apriva con un talk condotto da Moira Aloisio di CUB Donne, proseguiva con la mostra “Diario Clinico” di Daniela Di Mase, le videoproiezioni e gli interventi musicali, per poi culminare nello spettacolo teatrale. Un percorso in cui linguaggi diversi si sono intrecciati in modo naturale, accompagnando gli spettatori dentro un’esperienza completa.
Il momento più toccante è arrivato alla fine. Il discorso conclusivo di Daniela Aversa, dedicato alle persone che hanno reso possibile la rassegna, ha commosso profondamente la sala. Subito dopo, un video del backstage con errori, risate e momenti di spontaneità ha alleggerito l’atmosfera, strappando sorrisi tra le lacrime e restituendo il lato più umano e autentico del lavoro condiviso.
“Quello che mi ha emozionato di più è stata la vicinanza che si è creata tra noi e il pubblico – racconta Daniela Aversa – abbiamo affrontato temi complessi e dolorosi, ma senza rinunciare all’ironia e alla leggerezza. Vedere le persone commuoversi, ridere, riconoscersi nelle storie e sentirsi parte di un clima così familiare è stata la soddisfazione più grande”.
Con questo finale, WOMEN conclude la sua prima edizione confermando la forza di un progetto che ha saputo unire teatro, arte e realtà, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza partecipata.
Alla fine restano i sold out, gli applausi e l’entusiasmo del pubblico. Ma soprattutto resta la sensazione, rara e preziosa, di aver condiviso qualcosa di vero.



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