A chiudere la stagione del Nuovo Teatro Ateneo, il 17 maggio 2026 ore 20.30, è lo spettacolo di teatro documentario del drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, ”L’ombra lunga di Alois Brunner”, con la regia di Omar Elerian e l’interpretazione di Wael Kadour e Mohammad Al Rashi.
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La lunga ombra di Alois Brunner indaga la storia vera di uno dei criminali nazisti più ricercati sfuggiti alla giustizia. Responsabile della deportazione di oltre 100.000 persone verso campi di concentramento e ghetti, Alois Brunner eluse numerosi tentativi di arresto, trovando rifugio a Damasco, dove contribuì in modo determinante alla costruzione dei servizi di intelligence siriani. Giunto nella Berlino del XXI secolo come rifugiato, il drammaturgo siriano Mudar Alhaggi scopre la vicenda di Brunner e inizia una ricerca ossessiva, fino a scomparire.
In questo lavoro di forte tensione drammatica, incontriamo due attori che ricompongono i frammenti delle ricerche di Alhaggi, mentre esperienza personale, storia globale, verità e finzione si intrecciano e si scontrano. Attraversando la storia siriana e quella tedesca, La lunga ombra di Alois Brunner esplora i temi dell’esilio, della responsabilità e della memoria politica, interrogando il legame complesso che unisce passato e presente. Il lavoro solleva interrogativi urgenti su rifugio, giustizia e speranza.
NOTE DI MUDAR ALHAGGI
«Da quando ho lasciato la Siria, ogni progetto che realizzo diventa inevitabilmente profondamente personale. Ho scoperto che non esiste distanza tra me e la storia di Brunner: in realtà è la mia storia, o meglio, è la storia che sta dietro la mia storia. Oggi vivo in Germania come rifugiato perché sono cittadino di uno Stato controllato da una dittatura costruita da un criminale che fu consigliato da Alois Brunner. Così il processo di scrittura diventa una lotta contro la depressione, contro la paura: la paura di scavare nella memoria, la paura di sollevare questioni sensibili e la paura di interrogare la giustizia», dichiara Mudar Alhaggi.




