Domenica 17 maggio, la storica Sala della Protomoteca in Campidoglio ha aperto le sue monumentali porte a “Trame d’Identità. La bellezza non ha una sola forma”, un evento straordinario capace di tessere un legame indissolubile tra l’Alta Moda, l’arte, l’inclusione sociale e l’impegno civile. Più che una semplice sfilata, la manifestazione si è rivelata un vero e proprio manifesto culturale contemporaneo, portando nel cuore pulsante di Roma una narrazione potente, densa di emozione e significato. In un’atmosfera sospesa tra l’eleganza dell’alto artigianato e l’urgenza del riscatto sociale, stilisti emergenti e internazionali hanno accettato la sfida di reinterpretare il concetto stesso di bellezza: non più ingabbiato in canoni rigidi e stereotipati, ma celebrato nelle sue infinite sfaccettature. Autentica, imperfetta, libera, profondamente identitaria. Dopo anni complessi, la passerella romana ha lanciato un messaggio coraggioso di rinascita umana e creativa, ricordando a un pubblico visibilmente commosso come l’atto del creare significhi, prima di tutto, scegliere la vita. Tra i momenti stilistici più attesi e applauditi della serata, la presentazione della nuova collezione del giovane fashion designer italo-algerino Dalil Douache ha catturato l’attenzione di critici e addetti ai lavori. Douache ha saputo mettere in scena un dialogo perfetto tra architettura sartoriale e fluidità contemporanea. Attraverso una ricerca sofisticata sui materiali, silhouette scultoree e una cura minuziosa per i dettagli, la sua linea ha fuso l’eredità della tradizione artigianale con una visione estetica d’avanguardia. I suoi capi hanno sfidato apertamente convenzioni e barriere di genere, offrendo l’immagine di un lusso consapevole, etico e profondamente radicato nel concetto di identità. A seguire, la partecipazione attiva ed emozionante dei giovani dell’Associazione Modelli si Nasce Autism Onlus. Questa realtà, da anni in prima linea nell’inserimento di ragazzi con disturbi dello spettro autistico nel mondo della moda e dello spettacolo, ha dimostrato concretamente come la moda possa abbattere qualsiasi barriera comunicativa, regalando momenti di pura e radiosa spontaneità. Altrettanto forte e simbolico è stato l’impatto del progetto “EDRAN – La Passerella del Riscatto”, ideato e guidato con passione dalla stimata stilista, costumista e docente di moda Arianna Di Lembo. Un’iniziativa artistica che unisce stabilmente la couture all’empowerment femminile e alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e la violenza assistita. Attraverso la Sartoria Sociale EDRAN, donne che hanno vissuto il dramma della violenza intraprendono percorsi concreti di formazione professionale, riconquistando autonomia economica e dignità personale. Gli abiti d’alta moda presentati ieri sera sono interamente nati dalle loro mani: simboli tangibili di una rinascita che trasforma il dolore in arte e libertà. Ad arricchire la dimensione immersiva dell’evento sono state le straordinarie coreografie firmate da Susanna Sebastiani per la DMA Opera Ballet. I danzatori hanno fuso movimento e racconto scenico, avvolgendo gli spettatori in un impatto emotivo totale, capace di fare da perfetto contrappunto narrativo agli abiti in sfilata. L’eleganza e la consapevolezza della femminilità contemporanea hanno trovato il proprio volto in Maria Celeste Palmieri, testimonial ufficiale dell’evento, la cui presenza ha incarnato perfettamente lo spirito inclusivo della manifestazione. La serata si era aperta con i saluti istituzionali di Maria Cristina Masi, che ha sottolineato il valore culturale e sociale di concedere uno spazio così prestigioso come il Campidoglio a iniziative che uniscono il prestigio del Made in Italy a messaggi di civiltà universale. Dopo le sfilate, i monumentali spazi della Protomoteca si sono trasformati in un vibrante momento di convivialità grazie a uno scenografico Cocktail Party e DJ Set. Un finale dinamico per un’esperienza collettiva che non è stata solo una celebrazione del fashion, ma un viaggio profondo nelle storie, nelle fragilità e nelle straordinarie rinascite della nostra società. “Trame d’Identità” ha lasciato il segno: una passerella dove ogni abito ha saputo raccontare una storia, e dove ogni singola presenza è diventata testimonianza vivente di una bellezza autentica e senza confini.
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In copertina un abito di Edran


