La Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Latina ha disposto il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di due cittadini accusati di diffamazione aggravata ai danni del sindaco Matilde Celentano.
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I fatti risalgono al 14 ottobre 2024, quando sulla pagina Facebook del quotidiano Latina Oggi venne pubblicata una video-intervista del sindaco in occasione dell’inaugurazione dei giardini pubblici del quartiere Pantanaccio.
Secondo quanto ricostruito, nei commenti al post sarebbero state pubblicate espressioni ritenute gravemente lesive dell’onore e della reputazione della prima cittadina, con riferimenti offensivi sia all’utilizzo del denaro pubblico sia all’aspetto fisico del sindaco.
A seguito delle indagini preliminari, il pubblico ministero Valentina Giammaria ha contestato il reato previsto dall’articolo 595 commi 3 e 4 del Codice Penale, aggravato dall’utilizzo di un mezzo di pubblicità e dal fatto che le offese sarebbero state rivolte a un rappresentante di un corpo politico.
L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 20 maggio 2027 davanti al Tribunale di Latina, giudice Roberta Brenda.
Matilde Celentano, assistita dall’avvocato Renato Archidiacono, ha commentato la decisione della magistratura sottolineando la necessità di contrastare la violenza verbale sui social network.
“Accetto da sempre la critica politica, che è il sale della democrazia, ma non posso tollerare l’insulto gratuito, la diffamazione e la denigrazione personale”, ha dichiarato il sindaco. “Troppo spesso si dimentica che le parole scritte sui social hanno un peso reale e conseguenze giuridiche precise”.
La prima cittadina ha inoltre spiegato che un eventuale risarcimento riconosciuto dall’autorità giudiziaria sarà devoluto interamente in beneficenza a sostegno di progetti sociali e delle fasce più fragili della comunità.
L’azione intrapresa contro i reati d’odio e la diffamazione online aveva già portato, nell’autunno del 2024, all’individuazione di altri due utenti social accusati di offese nei confronti del sindaco.
In quel caso si era arrivati a una soluzione attraverso il percorso di giustizia riparativa, con scuse formali e una pena riparatoria concordata.
“Mi auguro che questa azione possa essere educativa nell’utilizzo corretto dei social network e fungere da deterrente contro ogni forma di violenza verbale e discriminazione sessista”, ha concluso Celentano.


