Si accende il dibattito sulla Casa del Combattente di Latina, dopo l’allarme lanciato dall’Associazione Bersaglieri circa il rischio di lasciare la storica sede di Piazza San Marco a causa degli elevati costi di manutenzione straordinaria. Sulla vicenda interviene il consigliere comunale di Per Latina 2032, Nazzareno Ranaldi, che ha presentato un’interrogazione consiliare per chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale sulle azioni da intraprendere nei confronti dell’Agenzia del Demanio e sulle eventuali soluzioni alternative.
Approfondisci
LATINA | Nasce “Provincia Progressista”: il centrosinistra unisce partiti e civiche in Provincia
LATINA | Spiagge libere senza salvamento, Cochi: “Situazione critica ma il servizio sarà garantito”
LATINA | Carta d’identità cartacea non più valida dal 3 agosto 2026: Campagna e Majocchi (PD) propongono la “Notte Bianca della CIE”
«Chiediamo alla Giunta cosa intende fare – afferma Ranaldi –: saranno avviate iniziative urgenti verso il Demanio? Quali alternative sostenibili si intendono mettere in campo? Le otto associazioni storiche ospitate nella Casa del Combattente hanno bisogno di risposte immediate». Il consigliere ricorda come nel 2021 il Consiglio comunale avesse approvato all’unanimità una mozione che impegnava tutte le forze politiche, allora e oggi in maggioranza, a garantire la permanenza delle associazioni nelle loro sedi storiche.
Al centro della criticità vi è la comunicazione dell’Agenzia del Demanio per il rinnovo della concessione, che prevede la possibilità di un canone agevolato ma con l’obbligo, in capo alle associazioni, di sostenere anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile. Una condizione ritenuta insostenibile da Ranaldi, che sottolinea come i sodalizi coinvolti non abbiano scopo di lucro e dispongano di risorse economiche limitate. A complicare ulteriormente il quadro, anche il vincolo della Soprintendenza che grava sull’edificio, rendendo qualsiasi intervento particolarmente oneroso.
Tra le proposte avanzate, il consigliere chiede se il Comune intenda attivarsi per una revisione delle clausole contrattuali con il Demanio, oppure valutare il trasferimento del bene al patrimonio comunale attraverso strumenti come il federalismo demaniale o concessioni di lungo periodo. «In caso di impossibilità di accordo – conclude Ranaldi – è necessario individuare soluzioni alternative e dignitose per garantire una sede adeguata alle associazioni, nel rispetto degli impegni assunti in passato».


