I 60 miliardi di euro di investimenti e i 60 nuovi lanci annunciati da Stellantis entro il 2030 rappresentano: «Una cornice finanziaria imponente», ma non devono trasformarsi «in una cortina fumogena» che lasci il Cassino Plant e il suo indotto in una situazione di continua incertezza. Lo dichiara Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio. Quadrini sottolinea come il riposizionamento strategico di Maserati nel “lusso puro” e lo sviluppo di due nuovi modelli di Segmento e possano rappresentare «una destinazione naturale per Cassino Plant», grazie alla piattaforma STLA Large e agli elevati standard produttivi dello stabilimento. Tuttavia avverte: «L’alta marginalità dei segmenti premium non basta a garantire l’occupazione senza adeguati volumi produttivi», continua Quadrini. Preoccupazione anche per il recente stop estivo dello stabilimento dal 3 al 16 agosto, che coinvolgerà anche reparti strategici come Presse e Plastiche. «Quando si fermano i reparti stampaggio – spiega Quadrini – l’intera catena dell’indotto subisce una decelerazione forzata».
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L’attenzione si sposta poi sull’indotto della Ciociaria, composto da aziende della componentistica e della logistica che hanno investito nell’elettrificazione e nella digitalizzazione. «Se i nuovi modelli non garantiranno una produzione costante, il rischio è una crisi dell’intero comparto metalmeccanico del Lazio meridionale», prosegue Quadrini. Infine l’appello alle istituzioni: «Non bastano più slide programmatiche o rassicurazioni generiche. Serve un tavolo di confronto concreto per verificare se le risposte dell’azienda siano sufficienti a tutelare occupazione, salari e continuità produttiva. Se le garanzie saranno solide, supporteremo la transizione; altrimenti il territorio saprà far valere il proprio peso. Non faremo un solo passo indietro», conclude Quadrini.


