L’accordo tra il Ministero della Cultura e il Comune di Terracina per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale del territorio pontino suscita le perplessità del Partito Democratico locale, che pur riconoscendo la bontà dell’obiettivo, solleva criticità sul metodo adottato.
Secondo il PD, la collaborazione con il Ministero rappresenta un’opportunità importante, ma la costruzione dell’intesa sarebbe avvenuta senza un adeguato coinvolgimento delle amministrazioni interessate.
L’accordo non riguarda infatti solo siti presenti a Terracina, come il Teatro Romano e il Capitolium, ma anche beni situati nei comuni di San Felice Circeo e Sabaudia, tra cui la Grotta Guattari, le Terme Romane e l’area archeologica della Casarina.
Proprio i sindaci dei due comuni avrebbero espresso perplessità e contrarietà rispetto a un’intesa che incide su beni presenti nei rispettivi territori, sollevando un tema di metodo e di coinvolgimento istituzionale.
“Non si può parlare di valorizzazione integrata se i territori vengono informati solo a decisioni già prese”, evidenzia il PD, sottolineando la necessità di una governance condivisa per qualsiasi progetto di rete culturale.
Nel documento viene inoltre richiamata la posizione della Fondazione Città di Terracina, individuata come soggetto attuatore, che secondo il gruppo consiliare sarebbe attualmente in una fase transitoria di gestione dei beni culturali comunali, con proroghe scadute e una situazione amministrativa da chiarire.
Il PD chiede quindi chiarezza sul ruolo attuale della Fondazione, sulle risorse disponibili, sulla futura governance e sull’eventuale coinvolgimento dei comuni interessati negli organi decisionali.
“Il patrimonio culturale è una risorsa collettiva – si legge nella nota – e deve essere valorizzato con trasparenza, condivisione e rispetto istituzionale”.
Il gruppo consiliare conclude annunciando la richiesta di accesso agli atti per fare piena luce sull’accordo e sulla sua attuazione, sottolineando la necessità di evitare che un’opportunità per il territorio si trasformi in una criticità amministrativa.


