Il weekend del 25 e 26 aprile ha visto i Top Runners Castelli Romani impegnati su due fronti molto diversi, ma ugualmente impegnativi: la mezza maratona del Giro della Laguna di Orbetello e la dura 50 Km di Romagna. Due gare, due contesti tecnici opposti, ma un filo comune evidente: la capacità di interpretare la corsa con lucidità e continuità.
Gasperini apre il weekend con una mezza ben gestita a Orbetello
È Emanuela Gasperini a dare il via al fine settimana con una prova concreta nella Half Marathon del Giro della Laguna di Orbetello del 26 aprile. Sui 21,097 km del percorso maremmano chiude in 1:49:39, conquistando il 353° posto assoluto e il 18° di categoria. Il tracciato, apparentemente veloce e pianeggiante, nasconde diverse insidie tecniche. Dopo la partenza nel centro di Orbetello, dove il ritmo tende naturalmente a salire, la gara si sviluppa lungo la Laguna di Levante, un tratto ideale per trovare equilibrio e impostare una gestione regolare. La parte più selettiva arriva nella Riserva della Feniglia, con circa sei chilometri su fondo sterrato. È qui che la gara cambia natura: il passo si fa più “muscolare”, la spinta meno elastica, e la gestione diventa determinante. Gasperini ha affrontato questo segmento con intelligenza, evitando forzature e mantenendo continuità anche nel cambio di superficie. Il risultato finale racconta una prova costruita con progressione, senza strappi, confermando una qualità fondamentale nelle mezze maratone: la capacità di leggere la gara e adattarsi al percorso.
Giansante affronta la durezza della 50 Km di Romagna
Il giorno precedente, 25 aprile 2026, Gianni Giansante si è misurato con una sfida completamente diversa: la 50 Km di Romagna, una delle ultramaratone più impegnative del calendario nazionale. Con partenza e arrivo a Castel Bolognese, il tracciato si sviluppa lungo la valle del Senio, con una prima parte in progressiva salita e una seconda metà più corribile ma mai realmente semplice. Giansante conclude la sua prova in 4:43:38, chiudendo al 310° posto assoluto e 62° di categoria. La gara entra nel vivo dopo i primi tratti ondulati, quando si raggiunge Casola Valsenio, punto di svolta del percorso. Da lì, la salita verso Monte Albano rappresenta il passaggio chiave: cinque chilometri che mettono alla prova la resistenza accumulata fino a quel momento. In questo contesto, il tempo finale assume un valore tecnico importante. La prestazione è stata costruita su una gestione attenta, senza cali evidenti nella seconda parte. Il ritorno verso Castel Bolognese, favorito dalla discesa, richiede comunque controllo per evitare di compromettere quanto costruito in precedenza. Chi conclude una 50 km con questa regolarità dimostra soprattutto solidità mentale, oltre che preparazione fisica.
A sottolineare il valore delle due prestazioni è il presidente dei Top Runners Castelli Romani, Moreno Cavola: “Quello che mi colpisce non è solo il risultato cronometrico, ma il modo in cui è stato costruito. Emanuela ha corso con intelligenza, gestendo ogni fase della gara senza farsi condizionare dal contesto veloce. Gianni ha affrontato una distanza e un percorso duri, dimostrando solidità e continuità. Sono due prove diverse, ma entrambe raccontano la serietà e l’ottima preparazione fisica dei Top Runners Castelli Romani”.



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.