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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > GAETA | Tradizione, sapori e mare in vetrina a Sète 2026
Cultura & Eventi

GAETA | Tradizione, sapori e mare in vetrina a Sète 2026

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2026 11:52
Redazione Pubblicato 1 Aprile 2026
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La città di Gaeta si affaccia su uno scenario internazionale di grande prestigio partecipando a Escale à Sète 2026, in programma dal 31 marzo al 6 aprile nel porto della suggestiva Sète. Guidata dal sindaco Cristian Leccese, la delegazione gaetana si inserisce in un contesto che, negli ultimi quindici anni, si è imposto come uno dei più autorevoli hub internazionali dedicati al patrimonio marittimo, capace di riunire oltre 120 imbarcazioni storiche e contemporanee e di attrarre centinaia di migliaia di visitatori.

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Una presenza, quella di Gaeta, che va ben oltre la semplice partecipazione istituzionale e che si configura come un’operazione articolata di promozione territoriale, culturale e identitaria. Accanto al primo cittadino, infatti, figurano il presidente della Pro Loco Angelo Magliozzi, l’artista Lina Senese e il ricercatore storico Cosmo Di Russo, che hanno coordinato ogni aspetto della partecipazione, insieme al mastro tiellaro Carlo Avallone, allo chef Davide Orlando e a una rappresentanza di giovani provenienti dall’ITS Academy Caboto, una ragazza dell’IPSEOA Celletti, affiancati da giovani volontari gaetani. Un gruppo eterogeneo che restituisce, in maniera concreta, la stratificazione di competenze e tradizioni che caratterizza il territorio gaetano.

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Il sindaco Leccese ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, evidenziando come “la partecipazione di Gaeta a Escale à Sète rappresenti un’opportunità internazionale di assoluto rilievo. Portiamo con noi non solo la nostra storia marinara, ma un sistema territoriale integrato fatto di cultura, formazione ed eccellenze enogastronomiche. È un momento di grande orgoglio per l’intera comunità”. Parole che trovano riscontro nella qualità e nella complessità dell’evento, nato nel 2010 come semplice raduno di imbarcazioni e oggi divenuto un riferimento globale per la valorizzazione delle tradizioni del mare.

Nel porto di Sète, considerato il secondo scalo peschereccio del Mediterraneo dopo Marsiglia, si incontrano velieri leggendari, navi scuola e imbarcazioni da lavoro, affiancate da un ricco programma culturale che nel 2026 pone al centro anche i canti di mare, recentemente riconosciuti come patrimonio culturale immateriale. In questo scenario, la presenza italiana assume un significato particolare, essendo il nostro Paese ospite d’onore della manifestazione con ben sette delegazioni regionali e unità simboliche della tradizione navale.

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Non meno importante è la dimensione storica e antropologica che lega Gaeta a Sète. Tra XIX e XX secolo, numerosi gaetani emigrarono verso questa cittadina francese attratti dalle opportunità offerte dalla pesca e dalla sua posizione strategica nel Mediterraneo. Ancora oggi, soprattutto nel Quartiere Alto, si respira un’identità profondamente influenzata dalle radici italiane, con tradizioni culinarie e sociali che richiamano in modo evidente il Sud Italia. In questo contesto, la gastronomia diventa uno strumento privilegiato di narrazione culturale: dalla tiella di polpo alle preparazioni ittiche locali, ogni piatto racconta una storia di migrazioni, contaminazioni e appartenenze.

“Il nostro obiettivo è proprio quello di raccontare Gaeta nella sua autenticità”, ha dichiarato il presidente della Pro Loco Angelo Magliozzi, “offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che unisca sapori, tradizioni e memoria. Eventi come questo permettono di costruire ponti culturali duraturi e di rafforzare il senso di identità condivisa”. Un impegno che si traduce concretamente nello stand gaetano, punto nevralgico della presenza cittadina, pensato per intercettare l’attenzione delle migliaia di visitatori attesi.

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A sottolineare ulteriormente il valore simbolico della partecipazione è il contributo del ricercatore Cosmo Di Russo, che ha evidenziato come “la presenza gaetana a Sète rappresenti anche un ritorno alle origini. Non si tratta solo di promozione territoriale, ma di un’operazione di recupero della memoria storica: qui vivono ancora le tracce dell’emigrazione gaetana e del legame profondo tra le due comunità. Abbiamo lavorato per valorizzare ogni dettaglio affinché questa storia potesse essere raccontata con rigore e dignità”.

In questo intreccio di storia, cultura e identità, la partecipazione di Gaeta a Escale à Sète 2026 si configura dunque come un esempio virtuoso di diplomazia culturale territoriale, capace di coniugare tradizione e contemporaneità in una vetrina internazionale di straordinariarilevanza.

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