Abbiamo assistito in questi giorni all’ennesima passerella istituzionale. Il “tavolo tecnico” per l’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP), sbandierato con enfasi dalla Giunta Taddeo e dai vari enti coinvolti, non è altro che fumo negli occhi per i cittadini di Formia. Come Potere al Popolo, denunciamo con forza questa operazione: è l’ennesima presa in giro elettorale che ignora deliberatamente il primo e più grande problema del nostro mare.
La grande ipocrisia: proteggere cosa?
Parlano di “Area Marina Protetta”, ma nel frattempo si guardano bene dal nominare la parola scomoda: delocalizzazione. Che senso ha istituire una zona di tutela se, a pochi metri dalle nostre spiagge, rimangono quegli “ecomostri” galleggianti che da decenni deturpano il Golfo? Come si può parlare di salvaguardia dell’ecosistema se non si spostano offshore gli impianti di mitilicoltura e itticoltura? Fare un’area protetta lasciando intatti i filari di cozze e le gabbie di pesce – con tutto il loro carico di inquinamento da plastica, residui organici e mangimi – è come voler pulire una stanza senza buttare via la spazzatura.
Passerelle elettorali e “Greenwashing”
Questo tavolo tecnico non serve a nulla se non a fare propaganda. È il solito “greenwashing” della politica di sistema: si mettono le etichette “bio” e “protetto” per nascondere la realtà. La verità è che questa amministrazione, in perfetta continuità con chi l’ha preceduta, non ha il coraggio di sfidare gli interessi privati che tengono in ostaggio il nostro litorale. Preferiscono i convegni nelle sale del Comune alla lotta vera per restituire il mare alla città.
Il mare di Formia sta morendo
Oltre agli impianti, il nostro mare soffre per gli sversamenti costanti, per un sistema di depurazione che fa acqua da tutte le parti e per una gestione del territorio che ha sempre messo il profitto davanti alla salute pubblica. Prima di fare le aree protette sulla carta, bisognerebbe rendere il mare pulito nei fatti. L’AMP, in queste condizioni, è solo un paravento per giustificare altri quindici anni di immobilismo.
Potere al Popolo non ci sta
Non ci servono tavoli tecnici tra “esperti” e politici complici. Serve un atto di coraggio politico che questa città aspetta dal 2010:
- Delocalizzazione immediata: Nessun progetto di Area Marina Protetta è credibile finché quegli impianti non verranno portati fuori dal Golfo.
- Stop allo scaricabarile: Basta con il gioco delle parti tra Comune e Regione Lazio.
Se volete proteggere il mare, dovete liberarlo. - Bonifica e depurazione: Investimenti seri contro gli sversamenti abusivi e per il
potenziamento dei depuratori.
Il mare di Formia appartiene ai cittadini, non alle cooperative protette o ai politici in cerca di consensi. Non permetteremo che il nostro futuro venga svenduto per l’ennesima passerella elettorale. Riprendiamoci il mare!


