La gestione del verde pubblico ad Aprilia torna al centro del dibattito, tra segnalazioni dei cittadini, aree cani considerate poco sicure e preoccupazioni per processionarie e sostanze chimiche utilizzate negli spazi comuni.
A parlarne è Alex Gisondi – Europa Verde Aprilia – AVS: “La condizione del verde pubblico nel Comune di Aprilia evidenzia, ormai da tempo, molteplici criticità diffuse e strutturali che non possono più essere relegate a questioni marginali o episodiche. Le numerose segnalazioni provenienti dalla cittadinanza documentano un quadro preoccupante: dalla proliferazione incontrollata delle processionarie, fino all’utilizzo non adeguatamente regolamentato, ne tantomeno segnalato, di sostanze chimiche (come i veleni anti-lumache), con conseguenze dirette sulla sicurezza e sulla salute pubblica, in particolare sui nostri amici a quattro zampe”.
“Negli ultimi giorni – prosegue –numerosi sono gli animali domestici che hanno avuto bisogno di assistenza medica con un costo non indifferente per i loro proprietari che hanno dovuto pagare, in tutti i sensi, una sconsiderata gestione delle aree verdi pubbliche. Questi fenomeni non posso essere archiviati come casualità ma rappresentano l’effetto diretto di una gestione carente, priva di programmazione e di una adeguata informazione ai cittadini. Al momento la maggior parte delle aree cani risultano inutilizzabili se non pericolose, con rare eccezioni garantite solo dall’impegno instancabile dei cittadini raggruppati nei Comitati di Quartiere in una progressiva, preoccupante, sostituzione al ruolo pubblico”.
“Per alcuni questi sono temi di “serie b” – insiste – da trattare sempre dopo il cemento e l’edilizia frenetica senza regole, quando invece c’è da comprendere che il decoro urbano impatta e non poco sulle casse comunali, oltre che a rendere la città più vivibile. Si brancola nel buio. Le ingenti risorse per la manutenzione del verde hanno bisogno di programmazione strutturata, di controlli e di una gestione trasparente; senza quest’ultime l’investimento pubblico non solo diventa un costo improduttivo che non genera benefici ma anzi, produce solo ulteriori costi per i cittadini (sanitari, veterinari, ambientali)”.
“La gestione del verde – conclude Gisondi – in una città è la cartina tornasole della visione che si ha del bene pubblico e della capacità amministrativa. È necessario restituire al verde pubblico il ruolo che gli spetta: non un costo da contenere, ma un investimento strategico per la salute, la sicurezza e la qualità della vita di tutti i cittadini e dei nostri amici a quattro zampe”.


