Dopo una lunga camera di consiglio, il Tribunale di Latina ha emesso la sentenza del processo Tiberio, chiudendo in primo grado una vicenda giudiziaria iniziata quasi nove anni fa. Per gli imputati accusati di corruzione sono arrivate condanne pesanti, a partire da quella per il sindaco di Sperlonga Armando Cusani.
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Per Cusani i giudici hanno stabilito una pena di sei anni di reclusione, con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. In base alla legge Severino, per lui scatterà anche la sospensione dalla carica di sindaco. La condanna più alta è stata inflitta all’imprenditore Nicola Volpe, che ha ricevuto otto anni. Sette anni, invece, per Isidoro Masi, all’epoca responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Sperlonga, e sei anni per l’imprenditore Antonio Avellino.
Per Massimo Pacini e Antonio Fabrizio i reati sono stati dichiarati prescritti. Il Tribunale ha inoltre disposto il risarcimento del danno in favore di Carmine Tursi, per il Comune di Priverno e per il Comune di Sperlonga.
La Procura, con il pubblico ministero Valerio De Luca, aveva chiesto condanne in linea con quelle poi decise dal collegio giudicante. La difesa, invece, aveva sostenuto l’assenza di prove su un presunto patto corruttivo, chiedendo l’assoluzione degli imputati.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo, aveva portato nel 2017 a una vasta bufera giudiziaria con epicentro a Sperlonga e sviluppi anche in altri comuni della provincia. Al centro delle indagini, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un sistema di corruzione e appalti pilotati che coinvolgeva funzionari e imprenditori.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. La difesa ha già annunciato il ricorso in Appello. All’uscita dal tribunale, Cusani non ha rilasciato dichiarazioni.


