Tre persone sono state arrestate nel pomeriggio di ieri dai Carabinieri delle Stazioni di Latina e Sezze in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Roma.
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Si tratta di una ragazza di 21 anni domiciliata a Latina, di un 25enne e di un cittadino romeno di 26 anni, entrambi residenti a Sezze, tutti già noti alle forze dell’ordine. I primi due dovranno scontare una pena di 8 anni di reclusione, mentre per il terzo la condanna è di 7 anni, 5 mesi e 10 giorni.
I tre sono stati riconosciuti colpevoli, a vario titolo, di tentato omicidio aggravato in concorso, sequestro di persona, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi o oggetti atti ad offendere.
I fatti risalgono al 30 maggio 2023. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero raggiunto il comune di Roccagorga a bordo dell’auto di proprietà del 25enne. Qui avrebbero convinto con un pretesto un giovane a salire in macchina con loro.
La vittima sarebbe stata poi condotta in una zona periferica del paese, dove sarebbe stata aggredita violentemente. Il giovane è stato colpito ripetutamente, anche con un oggetto appuntito, riportando diverse lesioni. Dopo il pestaggio, gli aggressori lo avrebbero abbandonato lungo la strada.
Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Roccagorga, condotte con il supporto dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina e dei militari delle Stazioni di Priverno e Sezze, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i responsabili.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati gli abiti utilizzati durante l’aggressione, ancora intrisi di sangue, sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Sotto sequestro anche l’autovettura utilizzata dal gruppo, all’interno della quale sono state trovate evidenti tracce ematiche.
Al termine delle formalità di rito, i due uomini sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Latina, mentre la ragazza è stata condotta nella sezione femminile del carcere di Rebibbia a Roma.


