L’Italia torna alle urne e lo fa con una partecipazione da record al Referendum Costituzionale sulla Riforma della Giustizia. Già nella serata di domenica 22 marzo, l’affluenza si è attestata su livelli significativi, segnale di un forte coinvolgimento dell’elettorato su un tema centrale per l’assetto istituzionale del Paese.
Le urne, aperte tra domenica 22 e lunedì 23 marzo, sono giunte alla chiusura oggi, lunedì 23 marzo alle ore 15:00, segnando la conclusione della consultazione, per un referendum che ha chiamato gli italiani a esprimersi su modifiche rilevanti della Carta Costituzionale. Alla chiusura della prima giornata di voto, precisamente alle ore 23:00 di domenica, l’affluenza ha raggiunto il 46,05%, secondo i dati ufficiali diffusi sul sito Eligendo del Viminale. Un risultato già ieri vicino alla soglia del 50%, indicativo di una partecipazione elevata rispetto alla media delle consultazioni referendarie degli ultimi anni.
L’affluenza definitiva alle urne si attesta al 58,93%, segnando un forte rialzo di +12,88 punti percentuali rispetto al dato di ieri sera.
Nel quesito referendario, gli elettori sono stati chiamati a votare “Si” o “No”, rispettivamente per approvare la riforma costituzionale della giustizia o per respingerla e mantenere invariato l’attuale assetto.
Complessivamente sono circa 60 milioni i cittadini chiamati alle urne, mentre gli aventi diritto al voto, sempre secondo il Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Il dato conferma un interesse diffuso per una riforma che interviene su equilibri delicati del sistema giudiziario, spesso al centro del dibattito politico e pubblico.
L’attenzione resta ora concentrata sull’esito del voto, che potrebbe incidere in modo significativo sull’assetto della giustizia italiana e sugli equilibri tra i poteri dello Stato.


