Quanto accaduto a Latina in occasione della Giornata internazionale della donna non può essere archiviato come una semplice provocazione. «Quello striscione non è soltanto un gesto volgare e inaccettabile: è il riflesso di un clima culturale che tenta ancora di ridimensionare il valore della libertà e della dignità femminile», afferma Serena Cangero, della segreteria del Partito Democratico di Latina. «Quando la parità viene trattata come un tema secondario, divisivo o addirittura oggetto di scherno, significa che il problema non è episodico ma culturale e politico». Ridurre quanto accaduto a uno “striscione goliardico” è una lettura tanto superficiale quanto pericolosa. «Il patriarcato non è una parola da stadio – prosegue Cangero – È stato un sistema che per secoli ha giustificato discriminazioni, esclusioni e violenze. Trasformarlo in uno slogan da curva significa banalizzare una storia lunga di diritti negati». Per questa ragione, la risposta della politica non può fermarsi allo sdegno di una giornata. «Limitarsi all’indignazione di rito sarebbe una reazione insufficiente, e in fondo anche comoda», osserva l’esponente del PD. «Il punto vero è un altro: Latina ha bisogno di trasformare l’indignazione in una linea amministrativa e politica chiara, stabile e coerente. La parità di genere, infatti, non si difende solo con dichiarazioni di principio. Si difende con atti concreti: scelte di bilancio, priorità amministrative, servizi adeguati e una visione della città fondata sull’uguaglianza sostanziale. Significa rafforzare i servizi di ascolto e protezione per le donne vittime di violenza, sostenere i presidi territoriali che operano ogni giorno spesso con risorse limitate, investire nei servizi educativi e sociali e promuovere l’autonomia economica femminile».
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Significa anche costruire un rapporto più stretto tra Comune, scuole, Asl, forze dell’ordine, associazioni e parti sociali. «La parità di genere deve diventare un criterio trasversale delle politiche pubbliche: nel welfare, nel lavoro, nella mobilità, nella sicurezza urbana, nei tempi della città», aggiunge. È su questo terreno che oggi serve un’assunzione di responsabilità forte da parte dell’amministrazione comunale. «La sindaca, proprio per il ruolo che ricopre e per la sua esperienza personale e istituzionale, sa bene quanto questa sfida sia decisiva. Proprio per questo da lei è lecito attendersi non una presa di distanza formale, ma un’iniziativa politica e amministrativa all’altezza del compito». Il Partito Democratico chiede dunque un cambio di passo. «Latina ha bisogno di meno ritualità e meno reazioni episodiche, e di più scelte, più coraggio, più governo», conclude Cangero. «Perché una città moderna non è quella che si indigna per ventiquattr’ore, ma quella che costruisce ogni giorno le condizioni reali della libertà, della sicurezza e dell’autonomia delle donne». «Su questo il Partito Democratico farà fino in fondo la propria parte – conclude l’esponente dem – Ma su questo chiediamo anche che la sindaca e la maggioranza escano dall’ambiguità e dimostrino con i fatti se intendono davvero fare della parità di genere una priorità politica per Latina».




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