“I risultati del referendum sulla giustizia nel Comune e nella Provincia di Latina rappresentano un segnale politico chiaro e significativo. A Latina città il Sì ha superato il 54% dei consensi, mentre anche nella Provincia di Latina si registra una prevalenza del Sì, in controtendenza rispetto al quadro nazionale dove ha vinto il No. I cittadini del nostro territorio hanno dimostrato attenzione e sensibilità verso un tema centrale come quello della riforma della giustizia”. Il presidente di Decisamente Latina, Andrea Giuliani, commenta così l’esito del referendum sulla magistratura, sottolineando il dato locale: “A Latina città e nell’intera provincia il consenso registrato dai quesiti referendari, in controtendenza rispetto al dato nazionale, evidenzia come il lavoro svolto sul territorio sia stato compreso e condiviso”.
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Giuliani esprime poi apprezzamento per i comitati promotori del Sì: “Con impegno, serietà e spirito civico hanno saputo informare i cittadini, spiegando con chiarezza le ragioni della riforma. Il risultato dimostra che quel messaggio è arrivato”.
Tuttavia, il giudizio complessivo sul dato nazionale resta critico: “C’è rammarico per una riforma che non è passata a livello nazionale. Parliamo di una riforma che non era né di destra né di sinistra, ma una riforma necessaria per la giustizia, per affrontare e superare il tema delle correnti nella magistratura”.
Il presidente di Decisamente Latina punta quindi il dito contro alcuni episodi successivi al voto: “In alcuni tribunali i magistrati hanno cantato, stappato spumante e inneggiato cori contro il governo. Un comportamento che solleva interrogativi seri sull’equilibrio e sull’imparzialità che dovrebbero caratterizzare la funzione giudiziaria”.
Da qui l’interrogativo sul possibile intervento del Consiglio Superiore della Magistratura: “Vedremo ora se il CSM interverrà disciplinarmente o se, come troppo spesso accaduto in questi decenni, non accadrà nulla. In tal caso, dovremo prendere atto che quanto contenuto nella riforma era giusto e necessario, e che si è persa un’occasione importante per il Paese”.
Infine, un passaggio politico rivolto a chi si è schierato per il No: “A coloro che hanno votato No in nome della difesa della Costituzione – tra cui il sindaco di Roma e ampie parti del Partito Democratico – chiediamo coerenza. Vedremo cosa accadrà in Regione Lazio rispetto alla riforma del Titolo V. Se davvero si difende la Costituzione, lo si deve fare sempre. Oppure assisteremo a un cambio di posizione, con il sostegno a modifiche costituzionali funzionali agli interessi dell’attuale amministrazione capitolina? Sarebbe difficile spiegare ai cittadini una simile incoerenza.”
Il presidente Giuliani conclude: “Il referendum sulla giustizia lascia un messaggio forte dal territorio e una riflessione aperta a livello nazionale: la necessità di riformare il sistema resta, e prima o poi dovrà essere affrontata con coraggio e responsabilità”.


