I Patti di Collaborazione a Latina risultano paralizzati da oltre due anni e mezzo. Su 48 richieste presentate dai cittadini, solo 6 sono state attivate, di cui appena 2 nell’ultimo anno. A denunciarlo sono i gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione Trasparenza, convocata su richiesta della consigliera Floriana Coletta (Latina Bene Comune).
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Il blocco riguarda in particolare le istanze relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, ferme al servizio Ambiente a causa di criticità interpretative legate al decreto legislativo 81/2008 sul ruolo dei volontari nell’utilizzo di mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi lo scorso anno dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Un caso emblematico è quello del Parco Alicandro, ultimo Patto approvato in circa 20 giorni secondo il regolamento comunale, mentre altre richieste attendono risposte da oltre due anni. Le opposizioni evidenziano anche la mancanza di trasparenza: sul sito del Comune non è stato pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti attivi, respinti o in attesa, né è stata attivata la sezione dedicata alla partecipazione civica.
La seduta ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, che hanno espresso frustrazione per i lunghi iter burocratici nonostante l’impegno gratuito a favore della comunità. «I Patti di collaborazione permettono ai cittadini di diventare custodi del territorio, rafforzano il senso di comunità e migliorano la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici – sottolineano le opposizioni –. Latina, tra i primi comuni italiani ad adottare questo modello nel 2018, non può permettersi che resti bloccato».
Per sbloccare la situazione, la commissione Trasparenza ha deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì, facente funzione di direttore generale, per chiarire l’inquadramento dei volontari e superare le interpretazioni che fermano l’ufficio Ambiente. Si prevede anche l’aggiornamento del regolamento con eventuali percorsi formativi, finanziati con i 3mila euro stanziati dal Consiglio comunale per la formazione dei pattisti.
Infine, le opposizioni evidenziano la necessità di linee operative più snelle, di una regia unica per coordinare le richieste tra i diversi dipartimenti e denunciano la mancanza di rappresentanti della giunta alla seduta odierna, segno dello scarso interesse politico verso uno strumento chiave della partecipazione civica.


