Sabato alle ore 21 il sipario del Teatro Europa si aprirà su uno spettacolo intenso e personale: “Diario di un trapezista”, il racconto teatrale del giornalista Sigfrido Ranucci, volto noto del programma d’inchiesta Report. Non una semplice conferenza o presentazione, ma un vero e proprio viaggio narrativo dietro le quinte del giornalismo investigativo, dove il protagonista svela il lato più umano e meno conosciuto della sua carriera. Nel suo “Diario del trapezista”, Ranucci porta sul palco un racconto autobiografico che affianca il personaggio pubblico che milioni di spettatori conoscono in televisione. È il ritratto di un “Sigfrido segreto”, quello che per realizzare le sue inchieste ha dovuto compiere scelte difficili, spesso in pochi secondi, decisioni che hanno segnato per sempre la sua vita personale e professionale. «Ho imparato che a definire il destino di una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte. Anche quelle che non fa», racconta il giornalista. Il titolo dello spettacolo richiama proprio questa dimensione: il trapezista, sospeso nel vuoto, costretto a fidarsi dell’istinto e delle decisioni prese nell’istante giusto. Durante lo spettacolo emergono le storie di persone comuni, spesso rimaste nell’ombra, che hanno avuto un ruolo decisivo nelle indagini di Ranucci. Personaggi che sembrano usciti da un romanzo, ma che fanno parte della realtà vissuta dal giornalista.
Tra questi: un vagabondo che lo aiuta a realizzare uno degli scoop internazionali più importanti nella storia della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati Uniti usarono fosforo bianco; un tassista che contribuisce a far ritrovare la pinacoteca dell’imprenditore Tanzi, decine di capolavori dal valore di milioni di euro sfuggiti alle indagini internazionali; una producer svizzera che, tra una notte insonne e l’altra passata a salvare rospi, riesce anche a sventare una trappola organizzata da un politico per fermare un’inchiesta e distruggere la sua carriera. Nel racconto compaiono anche una vicepreside che lo aiuta a indagare su un traffico di armi, un rapinatore pugliese testimone di un ordine mafioso per ucciderlo e la professoressa che filmò il famoso incontro tra il senatore Matteo Renzi e l’ex agente dei servizi segreti Marco Mancini in un autogrill. Il filo conduttore dello spettacolo è la riflessione sugli incontri che segnano la vita. Secondo Ranucci, ogni persona incontrata lungo il cammino ha un ruolo preciso. Alcuni entrano nella nostra vita per cambiarla, altri per insegnarci qualcosa, altri ancora per mostrarci ciò che non vogliamo diventare. «Ho maturato la convinzione che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito. Coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine», spiega. “Diario di un trapezista” mescola giornalismo, racconto autobiografico e teatro civile, portando sul palco non solo le grandi inchieste ma anche il peso umano che spesso resta invisibile dietro la telecamera. Biglietti da 22 euro su Ticketone. Info: 3358059019




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