L’avviso pubblico per individuare un’associazione giovanile in grado di coprogettare un centro di aggregazione a Sabaudia, nell’ambito di un bando della Regione Lazio, è andato deserto. Tuttavia, c’è ancora tempo per trovare un soggetto interessato: la scadenza è stata prorogata al 27 marzo.
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La determina che certifica l’assenza di risposte evidenzia, di fatto, il fallimento delle politiche rivolte ai giovani. Nonostante le richieste del Partito Democratico negli anni di aumentare stanziamenti e azioni concrete, l’amministrazione ha spesso puntato solo a feste musicali e serate di danza. I giovani necessitano di spazi dedicati, che non siano né la biblioteca comunale – sottoutilizzata – né la biblioteca della legalità.
I progetti finanziabili dovranno favorire l’attivazione di spazi pubblici capaci di sostenere le nuove generazioni e svilupparne competenze e capacità attraverso:
• servizi e attività culturali, creative e sportive;
• sportelli di ascolto e sostegno;
• tutoraggio, consulenza e orientamento;
• percorsi di cittadinanza attiva, inclusione e innovazione sociale;
• attività innovative o sperimentali.
Esempi concreti esistono: lo spazio musicale progettato per la villa confiscata a Piazza Roma, dopo lavori effettuati, è stato restituito all’Agenzia per i Beni Confiscati per diventare alloggio militare. Altri alloggi pubblici inutilizzati potrebbero essere recuperati per iniziative giovanili, come previsto dagli accordi tra Regione Lazio e Ministero dell’Interno.
Spazi pubblici centrali sono fondamentali per attività culturali, ricreative e artistiche, dove i giovani possano incontrarsi, fare musica, condurre ricerche e progettare iniziative. Il fallimento del bando precedente e la mancata partecipazione locale certificano oggi una preoccupante assenza di associazioni giovanili autonome, diverse dai gruppi parrocchiali.
Certificare questo fallimento è un campanello d’allarme per una comunità già in declino demografico, che rischia di non avere un futuro se non si incentivano e sostengono le energie locali.
“La proroga della Regione Lazio deve servire per coinvolgere i giovani della città. Si cominci con un’assemblea pubblica. Arrendersi è la cosa peggiore”, dichiarano i Consiglieri comunali Brina Simone e Giancarlo Massimi.
Lo conferma anche il segretario Luca Mignacca: “Occorre impegnarsi concretamente per creare spazi pubblici centrali dedicati ai giovani, dove possano progettare e sviluppare competenze e attività culturali, creative e sociali”.


