Abusi sessuali su minori online a pagamento e decine di migliaia di file pedopornografici: sono questi gli orrori portati alla luce da un’indagine della Procura di Milano, insieme al Centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia.
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Sono sei gli indagati, tra cui un uomo della provincia di Latina, per “violenza sessuale online e a distanza ai danni di minori” e due uomini arrestati nelle province di Trento e Reggio Calabria, rispettivamente 47 e 31 anni per “detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico“.
La maxi inchiesta svolta della Polizia Postale ha smantellato un vero e proprio circolo di sfruttamento sessuale di minori online. Il sistema consentiva agli utenti, i cosiddetti “buyers”, di commissionare e visionare contenuti illegali da remoto in tempo reale, controllando con pagamenti elettronici, le violenze attuate in videochiamata sulle vittime– che risultano essere bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni – attraverso degli intermediari che effettuavano su di loro gli abusi diretti.
Il procuratore Marcello Viola ha sottolineato come l’indagine si inserisca nel contrasto al fenomeno noto come “live distant child abuse”, una forma di abuso sessuale commesso a distanza tramite piattaforme digitali evidenziando la gravità e particolare rilevanza pubblica dell’inchiesta: il caso si inserisce in un quadro più ampio di allarme internazionale: la diffusione di piattaforme criptate, pagamenti digitali e ambienti del dark web ha reso più complesso il contrasto agli abusi a distanza.
Le forze dell’ordine italiane, per combattere le mostruosità che si nascondono nel dark web, in questi anni hanno intensificato le operazioni mirate a smantellare reti di scambio e produzione di materiale pedopornografico.


