“La storia delle Terme di Fogliano è quella del fallimento di una classe politica nel realizzare un’idea di sviluppo economico”. Con queste parole il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi (PerLatina2032) ha aperto la sua interrogazione durante il Consiglio comunale di stamattina, tornando sulla complessa vicenda del fallimento della società Terme di Fogliano e sul destino dell’area termale nella zona di Fogliano.
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Ranaldi ha chiesto chiarezza all’amministrazione comunale: “Cosa vuole fare il Comune? Mettere sul mercato l’area delle Terme o finalmente avviare un gruppo di lavoro tecnico-politico per trovare una soluzione? È necessario convocare un consiglio comunale dedicato: la questione riguarda tutta la comunità”.
La vicenda si è chiusa formalmente lo scorso novembre, con la sentenza della Cassazione del 25 novembre 2025 che ha respinto il ricorso del Comune di Latina, sancendo il fallimento della società Terme di Fogliano S.p.A., partecipata all’85,92% dallo stesso Comune, insieme alla Provincia e alla Camera di Commercio.
Una storia lunga oltre settanta anni, che affonda le radici negli anni Cinquanta.
Ranaldi ha ricostruito le tappe principali, ricordando come “dal 1955 ad oggi si siano alternati errori, inadempienze e occasioni mancate”.
Negli anni ’50 la Società Italiana Acque Minerali avviò un impianto termale funzionante, poi finito al Comune di Latina dopo la revoca della concessione.
Negli anni successivi — ha ricordato il consigliere — “l’Amministrazione Finestra stipulò una convenzione con Condotte S.p.A. per la realizzazione di due pozzi e la progettazione esecutiva delle opere, con un costo di 5 miliardi di lire. Le captazioni furono completate, ma la procedura per il riconoscimento delle acque termali non si concluse mai per le inadempienze della società Condotte”.
Ranaldi ha elencato, punto per punto, le mancanze recenti dell’amministrazione: “Nel 2023 il Comune ha presentato istanza di rinnovo della concessione, ma non ha fornito le integrazioni richieste dalla Regione nel 2024. Dopo diversi rinvii e mancati riscontri, l’Amministrazione regionale ha archiviato la richiesta di rinnovo nell’aprile 2025, constatando l’inattività della concessione e lo stato di abbandono del sito”.
Il consigliere ha parlato di “una perdita grave per la città, frutto di mancanza di volontà politica e incapacità amministrativa”, ricordando che la Regione ha ufficialmente revocato il riconoscimento della miniera di acqua termominerale con determina n. G05521 del 7 maggio 2025, citando “l’assenza di informazioni su quantità e qualità delle acque, il disuso dei pozzi e l’abbandono dell’area”.
“È doveroso che i cittadini sappiano cosa è successo lungo questi decenni — ha concluso Ranaldi —. Il destino dell’area delle Terme di Fogliano riguarda tutti: chiediamo trasparenza e un confronto pubblico. Serve un consiglio comunale ad hoc per fare piena luce su una vicenda che rappresenta una ferita aperta per la città di Latina”.


