Nel 2025 il nostro Paese è tornato ad essere la meta più visitata d’Europa. 479 milioni di presenze, 146 milioni di arrivi. Numeri importanti, ma dietro quei numeri ci sono persone che scelgono l’Italia, che dormono nelle nostre strutture, mangiano nei nostri ristoranti, acquistano nei nostri negozi, visitano i nostri borghi. E questo, per chi fa impresa, non è un dettaglio.
Il turismo oggi vale circa 237 miliardi di euro, quasi il 10% del PIL nazionale, e sostiene oltre il 13% dell’occupazione. Entro il 2035 si stima una crescita ancora maggiore. Significa lavoro, filiere che si muovono, artigianato che trova nuovi mercati.
E qui mi permetto una riflessione da presidente di Confartigianato Latina. Quando parliamo di turismo non parliamo solo di alberghi o stabilimenti balneari. Parliamo di falegnami che arredano strutture ricettive, di impiantisti, di imprese edili, di artigiani alimentari, di manutentori, di servizi digitali, di chi produce qualità. Parliamo anche di noi, della nostra provincia.
Pensiamo a territori come Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Sperlonga, fino a Gaeta. Il nostro mare, i borghi, le aree naturalistiche, l’enogastronomia: sono un patrimonio che può generare sviluppo diffuso, non solo stagionale.
Oggi oltre il 55% dei flussi arriva dall’estero. Regno Unito, Stati Uniti, Germania guidano la classifica. E non si tratta solo di più arrivi: cresce la permanenza media e cresce la spesa. Questo significa maggiore qualità della domanda. E maggiore responsabilità per noi imprenditori. Perché i numeri record portano anche criticità.
Il fenomeno dell’overtourism sta mettendo sotto pressione alcune province italiane: Rimini, Venezia, Bolzano e altre grandi destinazioni. Il 75% dei turisti si concentra solo sul 4% del territorio nazionale. È evidente che serve una strategia diversa: distribuire meglio i flussi, valorizzare territori meno congestionati, investire sulla sostenibilità.
E qui la provincia di Latina ha una grande opportunità. Abbiamo spazi, qualità ambientale, autenticità. Possiamo crescere senza replicare i modelli di saturazione di altre realtà. Ma non possiamo ignorare le difficoltà.
Le imprese turistiche stanno affrontando l’aumento dei costi energetici, la difficoltà nel trovare personale qualificato, il mismatch di competenze. Oggi servono competenze digitali, lingue straniere, capacità di gestione dell’esperienza cliente. Non basta più “fare bene il proprio lavoro”: bisogna saperlo organizzare, comunicare, valorizzare.
E questo riguarda anche l’artigiano che lavora per il settore turistico; chi innova, chi investe in qualità, chi forma collaboratori e figli che entreranno in azienda, sarà pronto a intercettare questa crescita. Il 2026 si apre con previsioni positive. Le Olimpiadi Milano-Cortina daranno ulteriore impulso al sistema Paese. Ma la vera partita si gioca sui territori.
La domanda che dobbiamo farci, come imprenditori della provincia di Latina, è semplice: vogliamo essere spettatori di questi numeri o protagonisti?
Il turismo può essere un moltiplicatore straordinario per le nostre PMI, per le imprese familiari, per i giovani che vogliono restare qui e costruire il proprio futuro. Ma serve visione, collaborazione e capacità di fare sistema. Crescere sì, ma crescere meglio; in modo più intelligente, più diffuso, più sostenibile. E soprattutto, con le imprese del territorio al centro.


