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Mondoreale > Blog > Politica > FORMIA | Teatro Remigio Paone, l’affondo di Alessandro Carta: “Ancora chiuso dopo 445mila euro di spese”
Politica

FORMIA | Teatro Remigio Paone, l’affondo di Alessandro Carta: “Ancora chiuso dopo 445mila euro di spese”

Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2026 10:13
Redazione Pubblicato 9 Febbraio 2026
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Il Consigliere comunale Alessandro Carta esprime in una nota stampa l’incertezza dei cittadini di Formia di fronte alla situazione del Teatro in onore a Remigio Paone, che — insieme ad altri importanti luoghi culturali della città — ad oggi non è ancora stato riaperto, nonostante le ingenti spese depositate per il mantenimento:

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 “A cinquant’anni dalla scomparsa di Remigio Paone, Formia saprà onorarne la memoria?”

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“La domanda sorge spontanea di fronte allo stato di abbandono in cui versano oggi gli spazi culturali della città. Il teatro che porta il suo nome è chiuso; il teatro Vittorio Foa è chiuso; è stato chiuso persino l’unico cinema esistente  a Formia, ora recentemente riaperto. I cittadini sembrano essersi abituati: prevale la rassegnazione, e l’idea che “le cose vadano così” è diventata la norma.

Ma è davvero questo ciò che avrebbe voluto Remigio Paone? Certamente no. Il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, che ricorrerà il 7 gennaio 2027, potrebbe diventare l’occasione per invertire la rotta e restituire valore e dignità agli spazi culturali di Formia.

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Eppure, anche quando sembra aprirsi uno spiraglio di speranza, come l’annuncio del Sindaco di voler acquistare il Teatro Remigio Paone, la realtà racconta tutt’altro.

La convenzione del 2021, stipulata dalla Commissaria Straordinaria Tizzano con l’ex IPAB, prevedeva che il Comune potesse utilizzare il teatro e procedere alla cessione definitiva dell’immobile al patrimonio comunale entro e non oltre il 31 dicembre 2024. Nel frattempo, i canoni di affitto sarebbero stati scalati dal prezzo di vendita, fissato in 967.366,24 euro.

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Nei fatti, tuttavia, l’opzione di acquisto non è stata esercitata, e si è deciso di ripartire da zero con una nuova trattativa, allungando ulteriormente i tempi.

Ad oggi, il Comune ha già speso circa 445.000 euro tra canoni e caparra, continuando a pagare per un teatro chiuso e inutilizzato, senza una data certa né per l’acquisto né per la riapertura.

Remigio Paone contribuì alla rinascita del teatro italiano del secondo dopoguerra attraverso un approccio innovativo della gestione teatrale, collaborando con alcuni dei più grandi artisti del suo tempo. Il suo nome è legato alla valorizzazione del varietà e alla formazione di una vera e propria industria dello spettacolo.

A cinquant’anni dalla sua scomparsa, il modo migliore per onorarne la memoria non è una cerimonia o un convegno, ma la riapertura del teatro che porta il suo nome. Restituire vita a quello spazio significherebbe restituire a Formia un simbolo di cultura e di rinascita – qualcosa che, oggi più che mai, la città non può permettersi di dimenticare.” Conclude così Alessandro Carta.

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