Resta critica la gestione dei posti letto all’Ospedale di Terracina e continua il ricorso alle strutture private. A denunciarlo è Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione e referente locale di Terracina in Azione, che parla di una situazione “inaccettabile e paradossale” che va avanti da giorni nonostante segnalazioni già presentate.
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Secondo quanto riferito da Palmacci, nell’ultima settimana circa 20 pazienti al giorno sarebbero rimasti bloccati in Pronto Soccorso in attesa di un ricovero. Una condizione che si accompagna a un massiccio trasferimento verso strutture sanitarie private: “Dopo i 78 trasferimenti già effettuati nei giorni scorsi – afferma – questi continuano a verificarsi, aggravando in modo ingiustificato i costi a carico della collettività”.
Una situazione che, secondo il segretario di Azione, appare ancora più grave alla luce della presenza di 22 posti letto pubblici attualmente sospesi e inutilizzati, risorse che potrebbero essere immediatamente riattivate. “Si tratta di posti letto pubblici disponibili – sottolinea Palmacci – che potrebbero risolvere gran parte delle criticità esistenti”.
Per Palmacci non si è più di fronte soltanto a un disservizio sanitario, ma a una responsabilità politica diretta: “Le istituzioni competenti continuano a consentire un ricorso sistematico al privato pur disponendo di risorse pubbliche inutilizzate”.
Da qui la richiesta di chiarimenti formali. “È necessario – prosegue – che vengano motivate ufficialmente le ragioni per cui questi 22 posti letto risultano sospesi e non utilizzati da circa 24 mesi, così come il continuo ricorso alle strutture private a fronte di posti pubblici disponibili”. Al tempo stesso, Palmacci chiede tempi certi e misure concrete per la riattivazione dei posti letto.
La posizione è netta: “La mancata attivazione di posti letto già disponibili non è più accettabile. Il protrarsi di questa situazione comporta rischi clinici per i pazienti, sovraccarico del personale sanitario, gravi disservizi e un inammissibile spreco di risorse pubbliche”.
Infine l’appello diretto alla ASL e alla Regione Lazio: “Invito a fornire risposte immediate e azioni concrete – conclude Palmacci – anche per evitare la possibile configurazione di una grave omissione istituzionale. I cittadini di Terracina esigono chiarezza e assunzione di responsabilità”.


