L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada esprime il più profondo sdegno e indignazione per quanto avvenuto nei giorni scorsi presso il cimitero di Latina, dove ignoti si sono resi responsabili del furto di borchie in ottone e altri elementi dalle tombe: «Si tratta di un gesto vile e intollerabile, che non rappresenta soltanto un reato contro il patrimonio, ma costituisce un atto di profondo oltraggio alla memoria dei defunti e al dolore delle famiglie, già segnate da perdite spesso improvvise e traumatiche».
«Colpire un luogo sacro come il cimitero significa calpestare il rispetto, la dignità e il raccoglimento che ogni comunità civile deve garantire. È inaccettabile che, ancora oggi, il dolore dei familiari venga aggravato da simili atti di inciviltà. L’Associazione chiede con forza: che venga fatta piena luce sull’accaduto; che siano rafforzati i controlli nei luoghi cimiteriali; che i responsabili vengano individuati e perseguiti secondo la legge. Rinnoviamo la nostra vicinanza alle famiglie colpite e ribadiamo che il rispetto per i morti è il minimo segno di umanità che una società possa esprimere verso sé stessa. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto». Conclude così Giovanni Delle Cave, dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada APS.


