Toni accesi nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Sermoneta, dove il capogruppo di Sermoneta Cambia, Antonio Di Lenola, ha messo nero su bianco la posizione del Movimento sulla delicata vicenda Acqualatina. Una posizione netta: nessun sì ad aumenti di capitale senza prima avere chiarezza, documenti e un passaggio formale in commissione. “Non firmeremo assegni in bianco — ha ribadito Di Lenola — prima vanno definiti tutti gli aspetti e garantito un controllo pubblico dell’acqua a tutela dei cittadini”.
Il consigliere ha ricordato come il Consiglio sia stato convocato solo su richiesta delle opposizioni, “a cinque giorni dalla votazione e senza che fosse arrivata alcuna comunicazione ufficiale”, sottolineando come la Sindaca fosse a conoscenza della richiesta di aumento di capitale da luglio: “Inammissibile presentarsi alla riunione senza documenti e senza un’adeguata preparazione”.
Poi l’affondo politico. Di Lenola ha parlato apertamente di “gestione ambigua e contraddittoria” da parte della prima cittadina, accusandola di aver firmato per la nomina del CdA di Acqualatina ma di essersi astenuta sulla successiva sfiducia, fino ai tentennamenti sull’aumento di capitale osteggiato da diversi Comuni dell’Ato 4. Una posizione che, secondo il capogruppo, avrebbe radici politiche: “Pare non si vogliano pestare i piedi a un organismo vicino a Fratelli d’Italia. Il sindaco Giovannoli chiarisca, confermi o smentisca queste simpatie”.
Di Lenola ha richiamato l’attenzione anche sugli aspetti economici, avvertendo che l’aumento tariffario approvato dalla Conferenza dei Sindaci — +3,5% annuo dal 2024 al 2029, pari a un +18,77% complessivo — ricadrà ogni anno sulle famiglie, senza che la maggioranza abbia ottenuto garanzie precise sugli interventi per perdite di rete, tempi di riparazione e qualità dei servizi. “Abbiamo chiesto chiarimenti con una interrogazione, ma non è arrivata alcuna risposta”, ha ricordato.
Sul fronte del bilancio della società, il capogruppo ha criticato la giustificazione basata sulla mole di crediti da incassare: “I crediti non pagano le rate. Servono flussi di cassa. Perché non è stato chiesto un piano incassi dettagliato?”.
Sulla conduzione politica dell’intera vicenda, il giudizio è stato categorico: “Non è accettabile discutere di un tema così rilevante senza commissione preventiva e senza documentazione completa. Non ci si può basare sui comunicati di altri Comuni. Servono una relazione illustrativa del CdA, un piano industriale e il programma degli investimenti del prossimo triennio”.
Una richiesta di trasparenza, quella di Sermoneta Cambia, che punta a riaprire un confronto serio su un dossier che tocca da vicino tasche, servizi e futuro idrico del territorio.


