Tensione nella gestione del servizio di raccolta rifiuti a Latina. Il Comitato di Sorveglianza (CdS) dell’Azienda per i Beni Comuni ha deciso di lanciare un ultimatum, senza precedenti, alla Proprietà (il Comune, rappresentato da Sindaco, Assessore e Ufficio Ambiente) e alla governance aziendale (CdA e Direzione), denunciando un totale isolamento e la sistematica mancata risposta alle molteplici richieste di confronto.
I rappresentanti statutari del CdS lamentano di essere stati ignorati in modo reiterato, nonostante le significative modifiche in atto nel servizio, che spaziano dalla variazione del calendario e delle frequenze di raccolta fino allo sviluppo di un nuovo piano industriale in costante evoluzione. Un paradosso che solleva una questione fondamentale sulla ragion d’essere dell’organo stesso.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Dietro le quinte del cinema: Primo Reggiani incontra gli studenti al Vittorio Veneto
LATINA | Insabbiamento Foce del Duca e Lago di Fogliano: riunione congiunta su ambiente e marina
LATINA | Nuovo contratto funzioni locali 2022-2024, parte il percorso di confronto della Cisl FP
A cosa serve il Comitato di Sorveglianza? Quali compiti ha oltre a quello di attendere all’angolino tutte le scelte aziendali e non poter partecipare in alcune scelte cruciali? si legge nella nota diramata.
L’organo, previsto dallo Statuto aziendale proprio per garantire un monitoraggio e una partecipazione attiva, si trova di fatto in una posizione di pura inerzia, costretto a subire decisioni cruciali che impattano direttamente sulla qualità del servizio e sulla vita dei cittadini.
La situazione, descritta come insostenibile, ha spinto il Comitato a un gesto di rottura.
Il Presidente Alessandro Loreti (Legambiente Latina) e gli altri membri del CdS, Antonio Formiconi (Codacons), Laura Ardia (Federconsumatori Latina Aps), Daniele Mazzoli (Fedicons) e Luca Stocco (rappresentante dei lavoratori Abc) hanno richiesto per un’ultima volta, ufficialmente e a mezzo stampa, un incontro urgente con tutte le parti coinvolte: l’Amministrazione comunale (Sindaco, Assessore, Ufficio ambiente) e la governance di ABC (CdA e Direzione).
L’avvertimento è chiaro e non ammette repliche: in caso di ulteriore e persistente silenzio e mancato riscontro, i componenti del Comitato di Sorveglianza sono pronti a presentare le dimissioni in massa. Un’eventualità che non solo minerebbe la trasparenza dell’azienda ma getterebbe un’ombra sulla gestione politica e operativa di un servizio essenziale per la città.
La palla passa ora al Comune e ai vertici di ABC: la crisi istituzionale innescata dalle mancate comunicazioni impone una risposta rapida e decisa per chiarire il ruolo e l’effettiva utilità degli organismi di controllo statutari e per affrontare le problematiche relative alla gestione dei rifiuti nel capoluogo.


