Si alza il tono del confronto politico in città. Dopo le dichiarazioni di Latina Bene Comune sulla presunta “mancanza di visione” in materia di cultura, arriva la replica dura di Fratelli d’Italia. A parlare sono Dino Iavarone, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia a Latina, e Cesare Bruni, capogruppo FdI in Consiglio comunale.
«Leggere le dichiarazioni di LBC sulla cultura lascia sinceramente sconcertati – dichiarano –. A parlare di “mancanza di visione” e di “spazi chiusi” sono gli stessi che hanno governato la città per anni e hanno lasciato dietro di sé solo promesse non mantenute e incompiute. Avevano promesso di cambiare libro, ma hanno consegnato ai cittadini soltanto pagine bianche, immobilismo e vuoto assoluto».
Secondo Iavarone e Bruni, è «paradossale» che a sollevare accuse siano coloro che «hanno avuto tempo e responsabilità per costruire un progetto culturale senza mai produrre risultati». Teatro, musei, spazi giovanili: nulla, sostengono, sarebbe stato realizzato durante gli anni di amministrazione Coletta.
Un esempio emblematico, sottolineano i due esponenti di FdI, è quello della biblioteca comunale, rimasta chiusa per tutto il mandato di Coletta e LBC, sbarrata agli studenti e ai cittadini. «Un luogo che avrebbe dovuto essere il cuore della vita culturale della città è stato semplicemente abbandonato – spiegano –. Noi, al contrario, abbiamo affidato i lavori e a breve partiranno, permettendo di riconsegnare finalmente uno spazio accogliente e funzionale a cittadini e studenti universitari».
Per Iavarone e Bruni, infatti, il rilancio della biblioteca non è un dettaglio, ma un tassello strategico per consolidare l’identità universitaria della città. Latina, già polo con Medicina, Ingegneria ed Economia, diventa oggi – grazie anche all’apertura della nuova Facoltà di Medicina e all’abolizione del numero chiuso – «sempre più un centro capace di attrarre studenti da tutta Italia».
FdI rivendica inoltre l’impegno sul Palazzo della Cultura, incluso il Cafaro, inserito nel programma attraverso la modifica del FESR: «Tra pochi giorni sarà presentato il progetto, che restituirà finalmente dignità e funzione a un luogo simbolo della città».
«Occuparsi di cultura – concludono Iavarone e Bruni – non significa scrivere comunicati o organizzare eventi spot. Significa avere un’idea chiara di città, partire dalle radici e dall’identità, e aprirla al futuro. LBC ha avuto anni per dimostrarlo e non lo ha fatto. Per questo oggi non accettiamo lezioni da chi ha consegnato alla città il vuoto. Noi stiamo scrivendo pagine nuove, fatte di progetti, scelte e responsabilità».


