Sabato 20 settembre a Gaeta, presso Largo V. Caserta, piazzale adiacente alla base navale statunitense, dalle ore 17:30 alle 20:00, Potere al Popolo ha indetto un presidio di protesta e solidarietà con Gaza. Il mondo sta assistendo ad un feroce genocidio che prosegue indisturbato. Quanto avviene non è il frutto di eventi recenti ma l’epilogo di un’aggressione iniziata ben prima del 1948. Un attacco perpetrato con gli strumenti del terrorismo e della violenza quotidiani nei riguardi della popolazione araba, dell’occupazione militare, della segregazione razziale, del totale spregio verso ogni norma di convivenza internazionale, della privazione dei diritti fondamentali e dei beni di sussistenza più essenziali.
Nella sua fase più acuta ora prosegue con l’assedio, la carestia, i bombardamenti di scuole, ospedali e abitazioni civili, il vile assassinio di decine di migliaia di esseri umani inermi e in larga parte bambini, l’annuncio di deportazioni di massa e altri massacri ai danni dei superstiti, l’invasione definitiva di Gaza e l’annessione della Cisgiordania. L’opinione pubblica italiana si mostra ogni giorno più consapevole di questi crimini e per la maggioranza ha capito da che parte stare ma purtroppo non sono sufficienti i gesti simbolici e le esternazioni sui social, mentre è indispensabile smascherare le strumentalizzazioni ipocrite dei tanti che cercano di cavalcare l’indignazione coprendo le proprie gravi responsabilità.
Israele non potrebbe mai commettere i crimini cui assistiamo senza le complicità di cui gode da parte dell’imperialismo occidentale di cui è strumento in medioriente e della NATO, degli Stati Uniti che gli forniscono supporto politico e militare, dei governi, primo tra tutti quello italiano, che sono suoi fedeli alleati perpetrando o stipulando con i sionisti accordi commerciali, militari e politici. Per questo si è scelto per il presidio un luogo come la base statunitense di Gaeta, simbolo delle politiche di guerra e oppressione dei popoli, dei gravi rischi per la popolazione dell’intero golfo, della perdita di sovranità del nostro paese e della sua subalternità al governo USA e alle politiche Trumpiane. Per questo si intendono denunciare le gravi responsabilità del mondo politico italiano ed europeo, esercitando ogni forma di pressione per far cessare le collusioni in atto. Tutto a partire dalla vicinanza con l’impresa della Global Sumud Flotilla.
Per questo aderiamo convintamente e vogliamo fare da cassa di risonanza all’appello lanciato da più forze, associazioni e sindacati di base per bloccare il paese con azioni di protesta in difesa della flotta e del suo equipaggio, cui vergognosamente il governo Meloni non ha offerto alcuna copertura diplomatica esternando anzi varie critiche per bocca dei propri esponenti. Per questo supportiamo e speriamo si moltiplichino azioni di boicottaggio come quelle già messe in atto dal CALP di Genova e sosteniamo con forza lo sciopero generale del 22 Settembre, verso il quale la nostra iniziativa vuole rappresentare un momento di sostegno e costruzione anche nel golfo. Solo i lavoratori e gli studenti uniti possono fermare i crimini in atto e porre fine alla collaborazione del governo italiano con questo genocidio. Oltre al supporto alla Global Sumud Flotilla rivendicheremo il diritto del popolo palestinese alla Resistenza, di poter vivere in pace nella propria terra e riprendersi quanto gli è stato sottratto con la sopraffazione, l’immediata uscita dell’Italia dalla NATO e l’eliminazione di tutte le basi militari straniere come quella di Gaeta, la fine delle politiche di riarmo annunciate che alimentano i conflitti e sottraggono risorse e servizi essenziali alla popolazione, dalla sanità all’istruzione pubblica, dai trasporti ai servizi sociali. Ci appelliamo pertanto a tutti i cittadini e le associazioni che condividono tale piattaforma partendo dal nostro territorio.



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