Il gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle di Aprilia, tra cui Maurizio Fioranelli e Giuseppina D’Alò, ha condotto un sopralluogo approfondito presso le stazioni ferroviarie del territorio Aprilia, Campoleone e Campodicarne per analizzare lo stato della sicurezza nelle aree di accesso e parcheggio utilizzate ogni giorno da centinaia di pendolari.
A riferirlo è Andrea Ragusa, che in un comunicato stampa riassume quanto emerso durante il lavoro del gruppo M5S. «Non è raro sentire di auto vandalizzate di chi, pur pagando il posteggio, per motivi di lavoro è costretto a lasciare la propria vettura per prendere il treno e trova l’amara sorpresa al ritorno», spiega Ragusa, facendo riferimento all’ultimo episodio avvenuto la scorsa settimana nel parcheggio della stazione di Aprilia.
«Le telecamere – aggiunge – sono presenti solo nel piazzale antistante lo scalo ferroviario. Una loro dislocazione su tutto il grande parcheggio garantirebbe più sicurezza, sia alle autovetture parcheggiate che alle persone che le vanno a riprendere di ritorno ad Aprilia».
Situazione ancora più critica alla stazione di Campoleone, dove «il vialetto che dal sottopassaggio dello scalo conduce al parcheggio è completamente al buio: i lampioni, tutti spenti, costringono i pendolari a utilizzare la torcia dei propri smartphone per garantirsi un minimo di visibilità, per non inciampare o non essere investiti dalle auto all’uscita».
«Tale vialetto – prosegue Ragusa – si trova in mezzo all’aperta campagna, circondato da rovi e sterpaglie. È isolato e potenzialmente pericoloso già di giorno, ma lo diventa ancor di più nelle ore di buio, cioè dalle 18:00 in inverno. Questi fattori aumentano il rischio di rapina o di aggressione per i viaggiatori».
Ragusa sottolinea inoltre che «una delle indicazioni dell’Agenzia Europea per la sicurezza sul lavoro, come misura di prevenzione contro le aggressioni (in particolare alle donne), è quella di non parcheggiare in luoghi bui e isolati». Raccomandazione, però, completamente disattesa nella realtà: «Così facendo, si disincentivano le donne che sono obbligate a usare questa stazione ad accettare lavori oltre un certo orario».
«Per garantire la sicurezza dell’area – continua – andrebbe completamente ripristinata l’illuminazione dei parcheggi e del vialetto pedonale. Quanto alle telecamere, anche se funzionassero, non garantiscono il pronto intervento, ma solo la possibilità di acquisire immagini dopo un eventuale evento criminoso. Il vialetto andrebbe anche recintato ai lati per evitare intrusioni e possibili attacchi da animali selvatici o randagi, o da malintenzionati che potrebbero nascondersi nella vegetazione».
Il gruppo M5S ha poi verificato le condizioni del parcheggio della stazione di Campodicarne, probabilmente di proprietà Trenitalia. Anche qui, secondo Ragusa, le criticità non mancano: «Il parcheggio è privo della segnaletica orizzontale, compresa quella per la delimitazione degli stalli per le auto. Gli unici stalli delineati si trovano vicino all’ingresso della stazione e, con grande sorpresa, non sono riservati ai disabili ma al personale F.S.».
«L’illuminazione – prosegue – è presente solo nell’area adiacente la stazione, così come le telecamere. Il resto del parcheggio è completamente al buio e privo di videosorveglianza».
Un’altra anomalia riguarda un secondo parcheggio costruito nei pressi della stazione e mai utilizzato: «Oggi è abbandonato all’incuria e popolato da senza fissa dimora. Perché non si valuta di ripristinarlo e ampliare così l’attuale parcheggio, evitando che gli utenti del treno debbano lasciare l’auto lungo la strada d’accesso, rischiando contravvenzioni?».
Infine, Ragusa segnala anche una questione apparentemente marginale, ma indicativa del generale stato di abbandono: «All’ingresso della stazione, da anni è presente una rotatoria realizzata con barriere New Jersey in plastica. Ma è mai possibile che nessuno sia mai riuscito a riempirle almeno di acqua, così da non renderle leggere come sono ora, tanto che le sposta persino il vento?».








