La recente riammissione del tratto della “Regina Viarum” di Sezze precedentemente escluso dal riconoscimento UNESCO della Via Appia come Patrimonio dell’Umanità può rappresentare un passaggio storico per la nostra città.
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Secondo Manuela Fantauzzi, vicepresidente e portavoce dell’associazione culturale Setiam, questo riconoscimento riafferma il valore storico, paesaggistico e culturale di Sezze, sancendo il legame indissolubile tra i Monti Lepini, la Pianura Pontina e la “Regina Viarum” ancorato nei millenni.
«L’esclusione iniziale del tratto che attraversa la Pianura Pontina aveva destato profondo sconcerto – ha dichiarato Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini – Non si trattava solo di una questione formale, ma della rimozione di una delle opere più spettacolari dell’ingegneria antica, che conserva ancora oggi un’evidente forza innovatrice. Il riconoscimento ora ottenuto riscatta un tratto fondamentale della via Appia, non solo per il suo valore storico ma anche per il suo significato simbolico per le nostre comunità».
Per Sezze è particolarmente significativo l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità del nostro tratto, soprattutto perché offre la possibilità di tornare al tavolo con tutti i comuni interessati per agganciarsi alle ipotesi di sviluppo e tentare anche di orientarle, considerata la nostra storia, il ruolo che Setia rappresentava nell’epoca romana e la presenza di resti archeologici sul nostro territorio.
Stupisce che su questo importante riconoscimento siano silenti l’amministrazione e l’assessore preposto, che pur narrano “ogni 2 per 3” eventi e fatti marginali.
La riammissione del nostro tratto della Regina Viarum – continua Fantauzzi – può contribuire a ridefinire una visione identitaria di Sezze e aprire articolati scenari per la promozione culturale integrata della via Appia e dei territori attraversati.
Il silenzio di Lucidi e della sua giunta è dovuto alla mancanza di una visione del futuro di Sezze e l’auspicio è che questo riconoscimento possa essere l’inizio di una riflessione seria e collettiva che vada oltre gli schieramenti politici.
Dopo il dovuto ringraziamento agli Enti che hanno lavorato per ottenere il riconoscimento dell’intera via Appia, a partire dalla Compagnia dei Lepini e del suo presidente, Quirino Briganti, per Setiam è necessario che le istituzioni, i partiti e le associazioni setine, lavorino sinergicamente per rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale setino, fatto di beni materiali, ma anche immateriali: storia, tradizioni, documenti, arte e memoria.
Le opere e i templi romani presenti nel nostro territorio, le vie romane che ci congiungevano ai paesi limitrofi e all’Appia, le opere e la vita degli artisti e degli scrittori setini dell’epoca, sono il patrimonio che rappresenta l’anima della nostra identità culturale, ed è una opportunità di sviluppo, oltre che un dovere, tramandarlo con rinnovata consapevolezza alle nuove generazioni.
La Vicepresidente
Manuela Fantauzzi


