Fratelli d’Italia replica duramente alle accuse lanciate da Latina Bene Comune, sottolineando come il gruppo politico che ha governato la città negli ultimi cinque anni abbia lasciato un’eredità di incapacità amministrativa e disastrose gestioni.
«Non possono permettersi di dare lezioni né di buona politica né di buona gestione», affermano da Fratelli d’Italia, evidenziando che durante la loro amministrazione «i principali luoghi della cultura sono rimasti chiusi per anni, privando i cittadini di spazi fondamentali per la comunità». Tra le critiche più forti, la cancellazione di tradizioni storiche come il Primo Maggio e il Carnevale in piazza, sostituite da eventi «di qualità discutibile e con scarsa partecipazione», che avrebbero bruciato risorse pubbliche senza benefici concreti.
Fratelli d’Italia si dichiara inoltre contrario all’idea di una cultura a pagamento, come quella proposta dal festival “Lievito”, definito «una vetrina elettorale», ribadendo invece l’impegno per una cultura aperta e accessibile tutto l’anno, soprattutto per i giovani.
Sul piano delle infrastrutture e dello sviluppo economico, l’attacco si fa ancora più duro: «L’amministrazione Coletta si è opposta a grandi opere fondamentali come la Roma–Latina e lo sviluppo portuale, scegliendo l’immobilismo anziché la progettualità». A questo si sommano opere mai avviate o concluse, abbandono della manutenzione urbana e spazi pubblici degradati, a testimonianza di «inerzia politica e incapacità gestionale».
«Dalla viabilità al sociale, Latina Bene Comune ha dimostrato inettitudine e arroganza politica, e ora, dopo la sonora bocciatura degli elettori, tenta di insegnare agli altri come amministrare», concludono da Fratelli d’Italia, che ribadiscono come Latina abbia bisogno di «chi unisce, costruisce e rilancia, non di chi divide e distrugge».


