Ancora un grave episodio di inquinamento ambientale colpisce il fiume Ufente. Nella mattinata di domenica 20 luglio, le guardie ittiche volontarie della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), durante un normale giro di controllo, hanno scoperto venti sacchi di plastica contenenti scarti di origine animale abbandonati lungo gli argini del corso d’acqua. I rifiuti, ben sigillati ma visibilmente colmi di materiale organico, sono stati probabilmente gettati nelle ore notturne, alimentando il sospetto che si tratti di un’azione dolosa e premeditata.
Il ritrovamento ha fatto scattare immediatamente le segnalazioni alle autorità competenti. L’episodio richiama alla memoria un fatto analogo avvenuto a gennaio 2025, sempre nella zona, che aveva già portato all’apertura di un’indagine da parte della Procura della Repubblica. Anche in quell’occasione si era ipotizzato il coinvolgimento di attività di macellazione clandestina o di smaltimento illecito da parte di soggetti non in regola con le normative ambientali e igienico-sanitarie.
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«È fondamentale – sottolineano dalla FIPSAS – mantenere alta la vigilanza in un territorio spesso esposto ad abusi ambientali, perché episodi come questi rischiano di compromettere gravemente l’equilibrio dell’ecosistema fluviale e la qualità della vita dell’intera comunità».
Durante gli stessi controlli, le guardie ittiche hanno anche identificato dodici pescatori, sei dei quali sono risultati non in regola con la normativa vigente in materia di pesca sportiva e ricreativa. Sono state elevate sanzioni per un totale di 600 euro, principalmente per assenza di licenza e del tesserino segna catture.
Le attività delle guardie FIPSAS si confermano essenziali per la tutela ambientale della Pianura Pontina: oltre all’opera di vigilanza e contrasto dei comportamenti illeciti, svolgono un’importante funzione educativa, promuovendo tra pescatori, cittadini e visitatori un approccio più consapevole e rispettoso verso l’ambiente.


