Un nuovo dramma si è consumato tra sabato e domenica sera sulle strade pontine, dove un uomo di 33 anni, di origine ivoriana, è stato travolto e ucciso da un mezzo pesante mentre rientrava in bicicletta al centro di accoglienza in cui era ospite. L’autista responsabile dell’incidente non si è fermato a prestare soccorso, dileguandosi subito dopo l’impatto.
Il corpo della vittima è stato ritrovato in un canale di scolo, a poca distanza dal punto in cui, devastata, giaceva la sua bicicletta. Le prime ricostruzioni evidenziano la violenza dell’impatto: la ruota posteriore del mezzo a pedali è stata letteralmente squarciata e si è staccata dal telaio, oltre alla sella distrutta. Sull’asfalto sono stati rilevati evidenti segni di frenata, a conferma della dinamica brutale dello scontro.
Alcuni testimoni, pur non avendo visto direttamente l’incidente, raccontano di aver sentito chiaramente il rumore dell’impatto. Nessuno, però, è riuscito a fornire dettagli utili sul mezzo coinvolto, anche se gli inquirenti si stanno concentrando sulla ricerca di un veicolo pesante, probabilmente un autocarro, compatibile con i danni riscontrati sulla scena.
Il sostituto procuratore Marina Marra ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso e dalla fuga, al momento a carico di ignoti. Le indagini proseguono serrate: gli investigatori della sezione di Latina stanno vagliando le immagini delle telecamere di sorveglianza nella zona e raccogliendo ulteriori testimonianze per risalire al responsabile.
Una morte crudele che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza stradale e sulla vulnerabilità dei soggetti più fragili, come i ciclisti e i migranti che spesso si muovono con mezzi di fortuna su strade poco illuminate e trafficate. La comunità locale, ancora una volta, si trova a fare i conti con un atto di inaudita inciviltà.


