Una vittoria importante per Cisterna: il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato il decreto commissariale che nel giugno 2022 aveva individuato la cava della Scavilana e l’ex stabilimento Goodyear come possibili siti per la realizzazione di una discarica. A darne notizia è stato il sindaco Valentino Mantini durante l’ultima seduta del Consiglio comunale.
«Abbiamo avuto ragione nel contrastare quel decreto – ha affermato il primo cittadino – era viziato da gravi lacune e il TAR lo ha riconosciuto. La nostra opposizione non era una mera difesa del “non nel mio giardino”, ma una posizione fondata su dati tecnici, ambientali ed economici.»
Il decreto del Commissario regionale per i rifiuti, infatti, era stato contestato perché considerava la Scavilana come una cava dismessa, mentre era ancora attiva con l’estrazione della pozzolana. Sul sito della ex Goodyear, la contrarietà dell’Amministrazione si basava invece sulla vicinanza a un’area agricola di pregio, destinata alla coltivazione del kiwi IGP di Latina, e sulla destinazione già tracciata per quell’area, che la giunta Mantini aveva individuato nel 2021 per lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle comunità energetiche.
«La Goodyear – ha aggiunto Mantini – rappresenta una ferita storica per Cisterna, dove hanno lavorato generazioni di cittadini. È stata abbandonata e umiliata, e non può oggi essere destinata a diventare una discarica, dopo che lì sono morte decine di lavoratori per mancanze nella sicurezza ambientale.»
Secondo l’Amministrazione, anche lo studio di fattibilità della Provincia di Latina era carente: «Era un’analisi di primo livello – ha spiegato il sindaco – e non aveva esplorato a fondo tutte le alternative disponibili, concentrandosi solo sulla parte nord della provincia.»
Mantini ha infine ribadito che la posizione del Comune non è contraria alla chiusura del ciclo dei rifiuti, ma punta a scelte più equilibrate e sostenibili:
«Non volevamo solo evitare una discarica a Cisterna. Conosciamo l’urgenza del problema, ma quei due siti erano assolutamente inadatti. Ora il TAR lo ha riconosciuto. Una vittoria per il buon senso e per la nostra comunità.»


