“Dallo studio di fattibilità emergono tutte le responsabilità di un sistema inefficiente, dai costi crescenti e dai benefici mancati”. È la dura denuncia di CODICI, che interviene ancora una volta sulla gestione del servizio di raccolta rifiuti a Latina, puntando il dito contro ABC e il sistema di raccolta impropriamente definito “porta a porta”.
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Secondo il comunicato, il peccato originale sarebbe proprio lo studio di fattibilità commissionato alla Cooperativa Erica di Alba e approvato l’8 agosto 2017 con 17 voti favorevoli e 16 assenti.
«Solo chi non ha letto le quasi 700 pagine della Relazione illustrativa non poteva prevedere i danni», si legge nel testo.
CODICI sottolinea come il progetto non fosse compatibile con le caratteristiche geografiche e demografiche della città di Latina e che i costi previsti erano del tutto irrealistici.
La prova? Un confronto tra le promesse riportate a pagina 16 dello studio e la realtà odierna.
Tra i vantaggi ipotizzati:
Coscienza degli effetti economici della produzione dei rifiuti
Riduzione della produzione totale e di quella indifferenziata
Incremento della raccolta differenziata e della purezza dei materiali riciclabili
Contenimento delle spese di smaltimento
Maggiore ricavo dalla vendita dei materiali CONAI
«Sembra il libro dei sogni, ma per i cittadini è diventato un incubo, fatto di disagi, spese occulte e un servizio scadente», denuncia CODICI.
Il problema principale, prosegue l’associazione, è che ai cittadini dotati di mastelli non è mai stata applicata la cosiddetta tariffa puntuale, ossia la riconoscenza economica per il loro contributo alla differenziata.
«Cornuti e mazziati», è l’amara sintesi: nessun vantaggio economico, ma maggiori costi rispetto a chi conferisce nei cassonetti stradali.
In termini numerici, il costo del servizio è passato da 18 milioni stimati a oltre 45-48 milioni di euro attesi, un raddoppio insostenibile, afferma CODICI, che mette in allarme sulla futura tenuta del sistema.
Il comunicato si chiude con un appello:
«Serve un cambio di rotta deciso. L’Amministrazione comunale e la politica tutta devono ripensare il sistema. Non è più tollerabile assistere a uno scaricabarile, mentre il servizio peggiora e i costi aumentano».
CODICI chiede la revisione del modello e la reale ottimizzazione di costi e ricavi, per restituire dignità, pulizia e sostenibilità economica alla seconda città del Lazio.


