È il frutto di oltre tre anni di indagini complesse e articolate la vasta operazione messa a segno nelle scorse ore dai Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo – N.O.R. Aliquota Operativa, e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Frosinone, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.
L’attività investigativa, avviata nell’ottobre 2021, ha portato all’esecuzione di un’importante operazione nei comuni di Pontecorvo, Castrocielo, Roccasecca, Lariano, Frosinone, Roma e Benevento. Obiettivo: smantellare un sodalizio criminale operante nella provincia di Frosinone, con interessi economici estesi in tutto il territorio nazionale ed estero, in particolare in Germania, dove alcune società coinvolte avevano sedi legali e operative.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo era attivo nel traffico internazionale di auto di grossa cilindrata, che venivano importate illegalmente dall’estero mediante l’utilizzo di documentazione fiscale falsificata. Le accuse ipotizzate nei confronti degli indagati comprendono associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
L’organizzazione aveva messo in piedi un sistema ben collaudato per il riciclaggio di ingenti risorse economiche, poi reimpiegate nell’acquisizione o creazione di società e attività commerciali intestate fittiziamente a prestanome in difficoltà economica o con precedenti penali. Un escamotage che serviva a eludere i controlli normativi e a ostacolare l’identificazione della provenienza illecita dei fondi.
Le prime avvisaglie del sistema illecito erano emerse a seguito di una meticolosa attività info-investigativa nel territorio di Pontecorvo. Grazie a un’intensa attività di pedinamento, osservazione, intercettazioni telefoniche e riscontri documentali, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera filiera operativa del sodalizio criminale, individuandone la struttura interna, i ruoli dei singoli componenti e i contatti esterni, anche con esponenti contigui ad ambienti camorristici, in particolare al clan dei Casalesi.
L’indagine ha avuto ramificazioni anche fuori dai confini nazionali, con attività investigative in Germania e San Marino. Le auto di lusso – tra cui Bmw, Mercedes, Porsche, McLaren e Lamborghini – venivano acquistate all’estero e rivendute in Italia a prezzi competitivi, eludendo sistematicamente il pagamento dell’IVA. Solo nel 2021, secondo quanto accertato, sarebbero stati commercializzati veicoli per un valore complessivo di 1.150.400 euro, con un’evasione IVA pari a 253.088 euro.
La base logistica dell’organizzazione era localizzata in un noto ristorante di lusso a Pontecorvo. Il gruppo era attivo anche nel settore della ristorazione a Roma, in particolare nel quartiere Parioli, e nella città di Benevento. Per l’immatricolazione delle vetture venivano utilizzate agenzie di pratiche auto situate nel Casertano e in provincia di Catanzaro, anch’esse coinvolte nella catena illecita.
Il GIP del Tribunale di Cassino ha accolto la richiesta della Procura disponendo il sequestro preventivo, per equivalente, dei beni intestati e cointestati agli indagati, nonché il sequestro finalizzato alla confisca di somme di denaro e altri beni di provenienza non giustificata. Tra i beni sequestrati figurano quote societarie per un valore complessivo di 573.800 euro, otto veicoli – tra cui una Lamborghini Urus – e ben 57 rapporti finanziari.
L’operazione rappresenta un duro colpo al sistema del riciclaggio e del traffico illecito di veicoli, che si avvaleva di strutture aziendali fittizie e complesse triangolazioni finanziarie. Le indagini proseguono per verificare ulteriori responsabilità e accertare eventuali altri collegamenti con la criminalità organizzata.


